Un impianto della Tk-Ast

di M.To.

Ci vorrà un mesetto. La Commissione europea renderà noto, infatti, entro il 12 febbraio il proprio parere sulla compatibilità con le regole della concorrenza europea del ritorno di Acciai Speciali Terni da Outokumpu a ThyssenKrupp.

RIPERCORRI LE TAPPE DELLA VICENDA 

L’annuncio Ad annunciare che l’operazione è sotto esame – cosa peraltro prevista – è stato, venerdì, l’esecutivo europeo, che ha anche precisato che la notifica dell’operazione è stata ricevuta da Bruxelles l’8 gennaio.

L’accordo Le acciaierie ternane sono tornate – clamorosamente – sotto il controllo del colosso tedesco, in virtù di un accordo che prevede che tutti gli impianti ternani e quelli della tedesca Vdm passino a ThyssenKrupp, che in contropartita ha azzerato il prestito di 1,2 miliardi fatto ai soci di Outokumpu. La stessa ThyssenKrupp uscirà da Outokumpu, vendendo circa il 30% ad investitori istituzionali, mentre Outokumpu stipulerà un patto di sindacato con le banche per 500 milioni (un prestito a tre anni).

LA STORIA DELLE ACCIAIERIE

Il piano industriale L’avallo che dovrà venire dalla Commissione europea, aveva spiegato l’aministratore delegato di Ast, Parco Pucci «non sarà solo formale visto che già nel novembre del 2012 l’organismo disse che l’acquirente doveva garantire visibilità e competitività». L’attesa per il piano industriale della ‘nuova’ proprietà, a questo punto, dovrà prolungarsi almeno per un altro mese.

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