di C.F.
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Hanno scelto una scuola elementare nel giorno in cui grembiulini rosa e blu correvano incuriositi tra verza e cavolfiori, ma anche marmellate, dolci e frutta, per annunciare il debutto del mercato a km zero della città, gli amministratori e i responsabili del consorzio Abn che, nell’aprile scorso, si sono aggiudicati il primo project financing di servizi dell’Umbria, appalto da quasi 9 milioni di euro per otto anni di contratto.
Mercato a km zero Il primo appuntamento con i produttori locali è fissato per domenica quando di buon ora saranno allestiti i banchi in piazza D’Armi. Otto le aziende agricole della città che hanno risposto alla chiamata di Abn e che tutti i martedì andranno a ingrossare le fila degli ambulanti che popolano il mercato settimanale di piazza D’Armi, offrendo molte delle produzione nostrane, da quelle ortofrutticole rigorosamente di stagione ai prodotti caseari, passando per salumi e altre tipicità.
Nichinonni: «Obiettivo resta portarlo in centro» Sulla localizzazione del mercato, però, si è a lungo discusso. In un primo momento si era pensato di organizzarlo nel piazzale dell’ex Spoleto-Norcia, quindi nei pressi di viale Trento e Trieste, ma poi alla fine si è preferito inserire i produttori locali all’interno di un’esperienza consolidata come quella del mercato del martedì di piazza D’Armi. «Non abbandoniamo l’idea di riportare i produttori locali in centro storico – ha messo in chiaro Stefania Nichinonni, dirigente del Comune – ma in questa fase abbiamo ritenuto opportuno creare fidelizzazione, evitando rischi che avrebbero potuto stoppare un grande progetto».
Vargiu: «Modello alternativo nasce a scuola» Già, perché nel project financing siglato con Abn il core business è rappresentato dalla ristorazione collettiva, in altre parole il servizio mensa per le scuole e per i centri diurni per anziani. Si viaggia sui 1.500 pasti giornalieri che, però, vengono preparati con prodotti di filiera corta, biologici e certificati (Igt, Igp, Dop). «Lanciamo il mercato a km zero da una scuola – sono state le parole dell’assessore Battistina Vargiu – perché la piattaforma dei produttori locali collabora con Abn nella preparazione dei pasti per i nostri bambini, contribuendo alla creazione di un modello altamente educativo che dal mangiar sano si allunga fino alla valorizzazione dei prodotti della nostra terra».
Bio e filiera corta nelle mense scolastiche Complessivamente il 28% dei prodotti serviti nelle scuole è di alta qualità e anche se l’obiettivo resta quello di incrementare i livelli Abn come il Comune si ritengono «estremamente soddisfatti per un modello di sviluppo alternativo che – come spiega più volte Andrea Corcontento, presidente di Abn – si caratterizza per una profonda sostenibilità, da quella economica a quella ambientale». In particolare, con il project financing e il coinvolgimento dei produttori locali il prezzo dei pasti è sceso da 4.68 euro a 4.63, anche se con le commesse assicurate alle aziende agricole del territorio l’economia prodotta è ben più ampia.
Plauso da Coldiretti Come conferma il vicepresidente di Coldiretti Umbria, Luca Panichi: «Dobbiamo dare atto ad Abn e Comune di essere andati oltre le solite promesse e di aver avviato con convinzione e serietà un percorso che finalmente permette di dribblare la grande distribuzione, assicurando ai nostri bimbi la sicurezza alimentare che meritano».

ma km 0 de che? Dov’erano le bancarelle a km 0? Io ci sono stata intorno alle 12 e non ce n’era neanche una; solo abbigliamento cinese,chincaglieria,qualche fioraio e un fruttivendolo napoletano! Avete diffuso un’informazione sbagliata! E qualcuno per questo ha fatto un viaggio a piazza d’Armi a vuoto!