di Gordon Brasco
Sono bastati pochi minuti di proiezione del nuovo film di Albanese per essere colti da una strana domanda: «E se questo fosse una versione moderna del neorealismo del dopoguerra?», cambiato, infettato dalla realtà attuale italiana…in pratica è come se il messaggio originario dei grandi registi del nostro cinema (Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni) venisse posto davanti a uno di quegli specchi da luna park che mantengono qualcosa della figura originale ma distorcono tutto il resto. E allora se i neorealisti del passato facevano film che trattano soprattutto la situazione economica e morale del dopoguerra italiano dove speranza, riscatto e desiderio di lasciarsi il passato alle spalle infondono nuovo coraggio a personaggi di strada assolutamente comuni, qui il messaggio si ribalta: sono i delinquenti, i criminali, i privilegiati della società sotto il riflettore del regista.
Morale malata Sono loro i portatori di una «morale» malata, deviata, che spezza il senso di speranza che si voleva sottolineare nel dopoguerra per lasciarci solo con la convinzione che è la furbizia la regola principe della nostra società…cane mangia cane e neppure senza tanti rimorsi. Albanese però non centra l’obiettivo come nel precedente Qualunquemente, qualcosa in questo Tutto tutto niente niente non funziona e lo si capisce non appena si passa da una linea narrativa all’altra: si perché il regista Giulio Manfredonia (Si può fare del 2008, Qualunquemente del 2011) rispolvera un vecchio pallino dei film commedia italiani degli anni ’70-’80, quello di tre diversi racconti cuciti insieme da un senso o una trama comune, idea vecchia che appesantisce il film rendendolo molto meno interessante e veloce del precedente. La cosa fastidiosa è che la quasi totalità della gente in sala era venuta per assistere a un nuovo capitolo della vita politico-delinquenziale di Cetto Laqualunque e non per ritrovarsi davanti ad altri due personaggi ripescati dal baule dei ricordi. L’episodio di Frengo che torna dalla mamma è carino ma non all’altezza di quello di Cetto, ma soprattutto a deludere è lo spazio dedicato a Olfo, poco divertente e a tratti fastidioso, una brutta parentesi in mezzo a un film che poteva essere molto diverso.
A corto di idee? Alcuni critici hanno avanzato l’ipotesi che Albanese fosse un po’ a corto d’idee per sfornare un intero copione solo su Cetto ma non sembra una spiegazione plausibile, dopotutto sarebbe bastato ritagliare la cronaca politica dai quotidiani dell’ultimo anno per tirar fuori spunti per dieci film. Grandiose le interpretazioni di Paolo Villaggio e Fabrizio Bentivoglio, usati pochissimo ma capaci di iniettare alla storia, anche solo con pochi sguardi, ondate di sferzante ironia. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? La risposta è SI: è vero che ci troviamo di fronte a un lavoro non all’altezza del precedente, ma anche solo la parte in cui è protagonista Cetto vale il prezzo del biglietto. Dopotutto Laqualunque è l’immagine paradossale (e neppure tanto) del berlusconismo spinto che ancora infesta i nostri telegiornali quotidiani, ovvio quindi che la gente desiderasse più spazio per questo personaggio che nella sua freschezza è sicuramente il traino portante di tutto il film e quello maggiormente divertente. Il resto è un po’ noia e già visto ma capita quando si rispolverano vecchi cavalli da battaglia, l’abbiamo sopportato per tanto tempo con Verdone possiamo farlo per una volta anche per Albanese.
Un film di Giulio Manfredonia. Con Antonio Albanese, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Lunetta Savino. Commedia, Italia 2012. 01 Distribution.
Trama: Antonio Albanese questa volta si fa in tre. Ritroviamo il politico calabrese Cetto La Qualunque, il nordico di ‘professione secessionista’ Rodolfo Favaretto ed il mistico Frengo Stoppato, già portato al successo durante la trasmissione televisiva Mai dire Gol. I tre hanno in comune lo stesso tragico percorso di vita, dal Parlamento al carcere.
Perugia
Gherlinda: 15:30 16:45 17:45 19:00 20:00 21:15 22:15
Uci Cinemas Perugia: 17:15 17:45 20:00 20:20 22:15 22:35
Foligno
Multisala Clarici: 15.00 17.30 20.00 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16:00 18:00 20:35 22:40
The Space: 15.30 16:30 17:30 18:30 19:30 20:30 21:30 22:30

