Lorenzo Barone riparte. Dopo aver attraversato da solo e in barca a remi l’oceano Atlantico, l’esploratore umbro è pronto per l’Amazzonia. Il 28enne di San Gemini dopo una “pausa” di nove giorni in Guyana francese, durante i quali ha continuato a dormire nella barca e a mangiare le scorte che aveva portato con sé, nella serata italiana di martedì ha comunicato di essere pronto a rimettersi in marcia, per quella che può essere considerata la terza tappa del suo progetto Dust, con cui sta percorrendo il viaggio che ogni anno compiono le polveri del Sahara.

Come aveva raccontato a Umbria24, i nove giorni di pausa in Guyana sono stati necessari per questioni logistiche: Lorenzo Barone ha infatti voluto rispedire in Europa la barca con cui ha attraversato l’Atlantico, che quindi ora ripercorrerà l’oceano in direzione opposta chiusa in un container. Contestualmente l’esploratore umbro è riuscito a trovare una bicicletta per proseguire il proprio viaggio attraverso l’Amazzonia. In un post sui social, con una semplicità disarmante, ha quindi scritto: «Spero regga i circa 4 mila km fino in Bolivia». Dopo l’Amazzonia, infatti, Lorenzo Barone raggiungerà le Ande, per concludere l’esplorazione ad aprile, almeno questa la sua previsione.

Per la terza tappa del viaggio al via in queste ore, comunque, il giovane umbro ha anche bisogno di un’altra barca, con cui dovrà attraversare i fiumi dell’Amazzonia. Intanto Lorenzo Barone deve pedalare per circa 1.700 km, «così da riprendere parte della muscolatura persa nell’oceano», e poi a Caracai o a Boa Vista deve trovare la «piroga» in grado di trasportare anche la bicicletta attraverso il reticolo idrico dell’Amazzonia.

La tappa sulla terra ferma può sembrare meno impegnativa di quella appena conclusa nell’oceano, ma non è esattamente così, perché se nell’Atlantico l’esploratore di San Gemini doveva preoccuparsi di correnti e onde, oltreché della solitudine che per lui però non è mai stata un problema, in Amazzonia dovrà guardarsi le spalle soprattutto dai banditi.

«Parlando con dei pescatori brasiliani riguardo i fiumi che intendo navigare in canoa in Amazzonia, ho scoperto che ci sono alcune criticità e sto valutando un’opzione molto più selvaggia, ma senza rischi legati a criminalità e pirateria», ha infatti scritto ieri sera Lorenzo Barone sui social, annunciando poi: «Non so quando pubblicherò di nuovo. La posizione Gps nel link resta sempre attiva». Si ricomincia.

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