di Stefania Supino
«Realizzo avventure. Da ormai dieci anni mi butto in progetti, viaggi e imprese fuori dall’ordinario». Non ha un granché bisogno di presentazioni, almeno in Umbria, Lorenzo Barone, il 28enne di San Gemini, con la passione per l’esplorazione e le imprese sportive. L’ultima si è conclusa il 21 giugno scorso: Lorenzo in Ciad ha sfidato la vita con coraggio e determinazione. A metà ottobre partirà per un’altra avventura estrema, con uno scopo ben preciso: analizzare le polveri di diatomite del Sahara che, trasportate dai venti alisei, fertilizzano la foresta amazzonica.
In Ciad «Il progetto nasce dal fenomeno della sabbia del Sahara che, attraverso i venti, fertilizza il polmone verde della Terra» spiega Lorenzo a Umbria24. La sua avventura in Ciad, nell’Africa settentrionale, in sella alla sua fatbike per quasi mille chilometri ha un obiettivo preciso: raccogliere proprio quella sabbia che si trova nel deserto del Sahara. Ma non in un punto qualsiasi, bensì nella depressione di Bodelé. Questo è il punto più basso del Sahara e vanta una lunghezza di 500 chilometri e una profondità di 160 metri. È considerato il luogo più polveroso del pianeta, infatti, è qui che si trova la polvere di diatomite, ricca di nutrienti e minerali. «Ho attraversato la depressione di Bodelé da solo, per 278 chilometri, senza punti d’acqua, con il vento contrario e nel periodo più caldo dell’anno – racconta Lorenzo – ho messo a dura prova il mio corpo ma l’unica soluzione era uscirne vivo».
Progetto «Project Dust inizierà ad ottobre quando percorrerò il viaggio invisibile della polvere di diatomite in solitaria e senza mezzi a motore» spiega Lorenzo, che si prepara ad attraversare i quattro ecosistemi più estremi al mondo, partendo dal Sahara e arrivando alle Ande in bicicletta, attraversando l’oceano Atlantico a remi e percorrendo a piedi la foresta amazzonica. «Partirò verso la metà di ottobre da Tunisi e terminerò il viaggio dopo aver raggiunto la cima del vulcano più alto al mondo: il monte Nevados Ojos del Salado, sul confine tra Argentina e Cile, e dal Cile ritornerò a casa». Un’impresa che potrebbe durare otto mesi, a cui Lorenzo ci sta lavorando da un anno: «Ho già contatti con l’Università di Bologna dove studiano i fenomeni atmosferici e le polveri nell’aria. Devo trovare a chi far studiare al microscopio le polveri raccolte nella depressione di Bodelé e in Amazzonia».
Avventura Una passione, quella di Lorenzo, per l’avventura ma che negli anni è cambiata: «Se prima mi bastava girare l’Europa per tre mesi, ora mi piace dare un senso al viaggio e trovarne degli obiettivi». Ciò che non è cambiato negli anni è il mezzo che usa per spostarsi perché «la bicicletta mi permette di arrivare in luoghi lontani e di entrare in contatto con le persone del posto». Il primo viaggio – ricorda Lorenzo – è stato il giorno del suo 18esimo compleanno per raggiungere il Monte Vettore. Poi è seguito il Portogallo per 8 mila chilometri e da lì non si è più fermato. India, Lapponia, Jacuzia, Sudan e Tanzania sono solo alcuni dei posti che ha percorso in solitaria, arrivando a superare i 100 mila chilometri di pedalate a soli 28 anni.
