Sommario
- Firmato l’accordo commerciale tra Ue e India dopo 20 anni di negoziati
- Eliminati o ridotti i dazi su oltre il 90% delle merci europee
- Per l’export umbro tagli fino al 44% su meccanica, chimica, elettronica e acciaio
- Oggi l’India vale solo 35 milioni, ma è un mercato in rapida crescita
- Vino, olio e alimentari favoriti dalle forti riduzioni
di Daniele Bovi
La meccanica soprattuto, ma anche i prodotti agricoli, la chimica, la farmaceutica, le materie plastiche, gli apparecchi elettronici e non solo. Sono tanti i settori dell’export umbro che, potenzialmente, nei prossimi anni potranno beneficiare dell’accordo siglato nei giorni scorsi fra Ue e India; accordo che, in sintesi, andrà ad abbattere progressivamente i dazi imposti da entrambe le parti.
Cosa cambia L’intesa, per la quale sono serviti 20 anni di negoziati è che è stata definita storica da entrambe le parti, riguarda due economie che insieme rappresentano circa un terzo del commercio mondiale e il 25 per cento del Pil globale. L’accordo prevede l’eliminazione dei dazi su oltre il 90 per cento delle merci europee, pari al 91 per cento del valore degli scambi, e sull’86 per cento di quelle indiane, pari al 93 per cento del valore. Considerando anche le liberalizzazioni parziali, la copertura sale al 99,3 per cento per l’Ue e al 96,6 per cento per l’India. Nel 2024, complessivamente, il commercio bilaterale di beni valeva circa 120 miliardi di euro.
Dazi abbattuti La liberalizzazione interesserà quasi tutti i prodotti industriali, dai macchinari alla chimica e ai farmaceutici, con eliminazione progressiva dei dazi entro 5-10 anni. Per le auto, settore sensibile, i dazi indiani scenderanno da circa il 110 per cento a circa il 10 per cento entro quote annue. Nell’agroalimentare sono previste forti riduzioni per olio d’oliva, alimentari trasformati e vino, mentre restano escluse alcune produzioni sensibili. L’intesa copre anche servizi, investimenti, proprietà intellettuale e standard regolatori. L’entrata in vigore è subordinata alla ratifica dei parlamenti e potrebbe avvenire tra il 2026 e il 2027. Secondo le stime, l’accordo genererà risparmi tariffari fino a 4 miliardi di euro l’anno e potrebbe portare gli scambi a 200 miliardi entro il 2030.
I partner dell’Umbria Attualmente l’India – paese da quasi 1,5 miliardi di persone – è ben lontana dall’essere uno dei primi partner commerciali delle imprese umbre. Nel 2024 (i dati del 2025 sono fermi al terzo trimestre) l’Umbria secondo Istat ha venduto all’India beni per poco più di 35 milioni di euro su un export totale di quasi 5,9 miliardi, con importazioni pari a 23 milioni. Valori lontanissimi da quelli dei principali paesi di sbocco del Cuore verde, che sono Germania (970 milioni), Stati Uniti (735), Francia (540), Spagna (355), Romania (221), Belgio (207), Olanda (208), Inghilterra (200), Polonia (180), Cina (166); dieci paesi che da soli valgono quasi due terzi dell’export umbro.
I settori Complessivamente il trend di quello verso l’India è in crescita: l’Umbria è passata dai 22 milioni del 2021 ai 35 del 2024 mentre nel 2025 – tenendo conto che nei primi tre trimestri si parla di 34 milioni – si è fatto sicuramente di meglio. La meccanica, una delle eccellenze del comparto produttivo umbro, è il settore che, in termini di valore, domina largamente l’export verso New Delhi: quasi 25 milioni di euro nel 2024 e più di 21 nei primi 9 mesi dell’anno che si è appena chiuso. Per la meccanica i dazi, che partono dal 44 per cento, saranno azzerati. Forte crescita anche per il comparto che Istat classifica alla voce Computer, apparecchi elettronici e ottici: 4,7 milioni nel 2024, in netta crescita rispetto all’anno prima (1,4).
Agricoltura e chimica Oltre un milione di euro vale invece l’export di prodotti alimentari e agricoli: per il vino, a seconda della fascia, si partirà da dazi del 150 per cento al 20-30 per cento; per la birra dal 110 al 50 per cento; quelli sull’olio d’oliva, che partono ora dal 45 per cento, saranno azzerati così come quelli per cioccolato, pasta, alimenti per animali e così via. Per quanto riguarda la chimica e la farmaceutica invece si parte rispettivamente da dazi del 22 e dell’11 per cento, che saranno progressivamente eliminati; settori che per l’export umbro valevano circa 2,5 milioni di euro.
Acciaio e abbigliamento Opportunità ci sono anche per un altro comparto chiave dell’economia umbra, quello dell’acciaio per il quale i dazi, ora al 22 per cento, saranno azzerati; in questo caso le esportazioni verso New Delhi valevano poco meno di un milione nel 2024. Trend in crescita anche per tessile e abbigliamento: le imprese umbre hanno venduto in India beni per 1,1 milioni nel 2024 e 1,7 nei primi nove mesi del 2025. Altro settore importante è quello delle materie plastiche, con un export che vale oltre un milione di euro e dazi (anche in questo caso azzerati) ora al 16,5 per cento. Insomma, per chi vorrà ci saranno opportunità importanti da cogliere in un mercato enorme.
