di Daniele Bovi
Ha un valore che va oltre quello strettamente economico l’accordo, siglato martedì fra tre aziende umbre del settore aerospazio e il colosso Leonardo, la spa a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. «Crescere insieme» – questo il titolo del programma – è stato presentato martedì a Palazzo Donini dai vertici di Regione, Confindustria Umbria, delle tre aziende e della divisione elicotteri di Leonardo.
Elicotteri Proprio gli elicotteri – civili – sono al centro del programma che, secondo quanto trapelato a margine della conferenza, vale circa 2 milioni di euro e, a regime, 20 in termini di ricavi. Attraverso il programma Leonardo punta a sviluppare una filiera nazionale del volo verticale e a riportare in Italia una parte dei quasi 2 miliardi di euro di forniture oggi acquistate all’estero.
Chi fa cosa In Umbria le aziende coinvolte sono la Umbra Group, la Meccanotecnica Umbra e Fucine Umbre. La prima farà nuovi cuscinetti per le trasmissioni elicotteristiche, entrando così in questo settore dopo aver investito in nuovi macchinari ad hoc per realizzare cuscinetti più piccoli di quelli prodotti ora. Meccanotecnica, che già lavora con Leonardo, fornirà tenute meccaniche idrodinamiche (ora comprate all’estero da Leonardo) destinate sempre alle trasmissioni. Fucine umbre, infine, garantirà semilavorati in acciaio, alluminio e titanio che vengono successivamente rilavorati per realizzare componenti finiti; tutti prodotti anche in questo caso comprati in larga parte all’estero.
Selezione incalzante Al di là del valore economico l’accordo punta anche a generare benefici in termini di trasferimento tecnologico, nuove opportunità di mercato e in generale ricadute positive non solo per tutto il cluster dell’aerospazio ma anche per altre realtà del territorio. In tutta Italia la selezione è stata definita dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, «incalzante, profonda ed esigente»; l’Umbria per ora tra i 12 accordi di collaborazione già chiusi (altri 50 arriveranno entro il 2027) è quella che può vantare il più grande numero di imprese coinvolte. In tutto sono state 700 quelle passate al setaccio in dieci regioni con il supporto di istituzioni, Confindustria, distretti, associazioni del settore e così via; un’operazione al termine della quale 150 sono state dichiarate idonee.
L’accordo Il modello prevede un contributo di Leonardo in termini di copertura dei costi di certificazione dei prodotti, supporto allo sviluppo tecnologico, collaudo e garanzia di acquisto, mentre il resto è a carico delle imprese coinvolte. «Abbiamo mappato da tempo queste realtà – ha detto Gian Piero Cutillo, dg della divisione elicotteri di Leonardo – perché ne avevamo bisogno; non facciamo beneficenza, investiamo perché ci aspettiamo un ritorno e qui ci sono competenze importanti che faranno crescere Leonardo». Cutillo ha parlato di «esempio splendido delle tre aziende, un segno di vivacità della regione. Noi abbiamo la necessità di rispondere alle esigenze globali e di poter competere con i 4-5 grandi player globali. Ci piace pensare che sia solo l’inizio».
I commenti Di «giorno di felicità e orgoglio» ha parlato Daniele Tonti, presidente del cluster umbro dell’aerospazio: «Speriamo – ha detto – che sempre più in futuro si parli con la Regione di innovazione e ricerca. Anche noi speriamo che questo sia solo un punto di partenza; ci sono delle interlocuzioni con altri soggetti». La presidente Stefania Proietti ha sostenuto che l’accordo rappresenta «un pezzetto fondamentale del futuro dell’Umbria» e che, in un contesto di incertezze, «questo programma può fare la differenza». Proietti ha parlato poi della necessito di investire più in dottorati di ricerca in collegamento con le aziende e di un’Umbria « con tanti santi, alcuni problemi infrastrutturali sui quali stiamo lavorando ma che può volare in alto». De Rebotti ha poi aggiunto che l’accordo può fare anche da volano tecnologico e di una opportunità per tutta la filiera. In questo quadro, la Regione sta lavorando alla riprogrammazione dei fondi UE: «È finita – ha detto – la fase della distribuzione a pioggia; vanno valorizzati in particolare i progetti più importanti».
