di Maurizio Troccoli
Nelle scuole elementari di tutta la regione, così come nel resto d’Italia, una linea di demarcazione, invisibile ma netta, divide i bambini già in possesso di uno smartphone da quelli che ancora non lo hanno. In Umbria la diffusione dei dispositivi mobili tra bambini e adolescenti è superiore alla media nazionale: secondo dati riferiti da uno studio dell’Atlante dell’infanzia di Save the Children, il 73 % dei ragazzi umbri tra i 6 e i 17 anni utilizza quotidianamente lo smartphone, più della media italiana (circa 66 %). Inoltre il 79,4 % dei bambini e adolescenti umbri in quella fascia d’età usa internet tutti i giorni, principalmente attraverso lo smartphone. Questa diffusione è accompagnata anche da un aumento degli episodi di cyberbullismo tra gli 11 e i 13 anni e da una quota significativa di giovani con uso problematico dei social media, pari al 12,5 % nella regione.
Negli ultimi mesi la scienza ha fornito dati sempre più solidi sugli effetti dell’esposizione precoce agli schermi sullo sviluppo dei bambini. Una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatrics e basata su oltre 10.500 bambini e adolescenti ha messo in correlazione l’acquisizione di uno smartphone prima dei 12 anni con un aumento del rischio di depressione, obesità e disturbi del sonno in età preadolescenziale. I ragazzi che possedevano un telefono proprio a 12 anni avevano probabilità più elevate di mostrare questi problemi rispetto a coetanei privi di dispositivo, con un incremento percentuale significativo per ciascun anno di possesso anticipato.
Un altro filone di indagine ha esaminato l’impatto dei social media sulle capacità cognitive dei più giovani, documentando che anche un uso relativamente moderato dei social può essere associato a peggioramenti nelle performance di lettura, memoria visiva e vocabolario, con effetti cumulativi che emergono nella crescita cognitiva.
Questi risultati scientifici spingono sempre più pediatrici e specialisti a raccomandare di ritardare il più possibile la consegna di uno smartphone ai bambini, e di accompagnare sempre questa scelta con forme di supervisione e limiti di utilizzo. Le linee guida di importanti società pediatriche suggeriscono di evitare l’uso di smartphone prima dei 13 anni, proprio perché la corteccia prefrontale — responsabile di funzioni cognitive avanzate come la concentrazione e il controllo degli impulsi — non è ancora sufficientemente matura per affrontare l’esposizione prolungata alla stimolazione digitale.
Il tema è già stato oggetto di attenzione anche in Umbria. Umbria24 ha riportato iniziative concrete come il divieto di utilizzo dei cellulari durante l’orario scolastico nella regione per favorire l’attenzione e la socialità in classe. In passato era inoltre emersa l’idea di un “patentino” per l’uso responsabile dello smartphone tra gli studenti, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza sui rischi e sulle potenzialità del mezzo digitale, coinvolgendo scuole e famiglie.
