di Ma. Gi. Pen. e Chia. Put.
Dopo ore di discussione e 45 emendamenti, tutti respinti, Palazzo Spada ha dato il via libera al Documento unico di programmazione (Dup). Numerose proposte di modifica sono arrivate dall’ex consigliere di Alternativa popolare, Guido Verdecchia, giudicate dal primo cittadino Stefano Bandecchi: «Falsità e bugie». Poi, dopo una sfiancante approvazione del primo documento, nel pomeriggio la massima assise cittadina si è rimessa al lavoro per quella del Bilancio di previsione finanziario 2026-2028. Alla fine, l’atto è stato approvato con 19 voti favorevoli, 11 contrari e tre assenti.
Dup Durante la lunghissima seduta di lunedì mattina, in cui si è discusso il Dup, come detto, si è consumato anche un aspro “botta e risposta” che ha visto protagonisti il sindaco e l’ex di Ap: «Abbiamo ascoltato per tre-quattro ore delle cose mostruose – ha detto Bandecchi riferendosi a Verdecchia -. Falsità, fandonie e provocazioni. Quello che abbiamo fatto a Terni noi negli ultimi 30 mesi, non si è fatto negli ultimi 30 anni». Tra l’altro, durante il consiglio comunale il primo cittadino ha anche invitato la giunta ad uscire dall’aula, invitandola ad «andare a lavorare». E così gli assessori se ne sono andati in blocco. Il capitolo Dup è stato chiuso con l’emblematica frase del sindaco: « Complimenti a chi ha voluto salvare al città».
“Disavanzo di circa 7 milioni” Poi nel pomeriggio si è passati al Bilancio ’26-’28. A presentarlo l’assessora al Bilancio, Michela Bordoni: «Terni è uscita dal dissesto ma non è libera da vincoli. Abbiamo un disavanzo di circa 7 milioni da recuperare, un debito rilevante legato al Fondo anticipazione di liquidità e, come tutti i Comuni, siamo colpiti dall’inflazione». Continua: «Sarebbe stato facile fare un bilancio populista, ma il nostro è responsabile e non immobile. Il disavanzo da recuperare, con la richiesta da destra e sinistra di abbassare le tasse, significherebbe avere meno entrate e inevitabilmente abbassare i servizi». In sostanza tuona Bordoni: «Prima si rende solido il bilancio, poi si ridistribuisce» e aggiunge: «Questo bilancio non ricorre a nuovo indebitamento nel triennio, accantona in modo prudenziale per i contratti del personale, non genera debiti fuori bilancio, mantiene gli equilibri economico-finanziari, ma soprattutto non arretra sui servizi in un contesto in cui sarebbe stato facile tagliare, abbiamo scelto di mantenere alta la qualità dell’azione pubblica. La vera differenza rispetto al passato sta nel metodo: dal bilancio come somma di capitoli a strumento di governo; dal bilancio subìto a quello guidato dalla politica». Poi la “stoccata” alla Regione: «Non aspettiamo che qualcuno vinca le prossime elezioni sulla pelle dei Comuni, monitoriamo il bilancio regionale. La Regione ha scelto di aumentare le imposte, noi stiamo lavorando per non gravare sui cittadini ternani. La Regione concentra in modo evidente le risorse su Perugia, lo diciamo senza ambiguità: Terni non userà un euro in più dei propri cittadini per coprire spese che competono alla Regione, che devono essere finanziate con trasferimento qui. Non è uno scontro, è una posizione politica dichiarata».
Nodo Irpef Il bilancio era già stato approvato qualche giorno fa in sede di Commissione consiliare. In aula sono continuati gli attriti tra l’ex di Ap Guido Verdecchia e il sindaco Bandecchi che nel suo intervento, in risposta ai consiglieri di opposizione, tra le altre cose dice: «Io a Terni ho 26/27 appartamenti e li ho anche nei borghi e aprirò aziende. Se c’è uno che crede in questa città è il sindaco» e aggiunge: «Questo è un bilancio d’oro e migliora il tenore di vita dei ternani» e accusa i consiglieri di non capire perché «ciechi e sordi». A questo punto è intervenuto il consigliere Marco Celestino Cecconi che ha elencato alcuni degli aumenti previsti per il 2026: «La scelta di questa amministrazione è quella di rimangiarsi l’impegno preso a maggio di ridurre l’Irpef – ha attaccato il consigliere di Fratelli d’Italia -. È un dato che fotografa la non affidabilità di chi abbiamo di fronte. In questo palazzo le parole vanno e vengono e le promesse sono cartastraccia». L’argomento Irpef era già stato trattato durante lo scorso consiglio del 10 dicembre, i termini circa gli stessi. Sul tema interviene anche la presidente Sara Francescangeli: «Il gruppo di FdI dice che questa amministrazione non ha voluto diminuire l’Irpef dello 0,1%. Sapete quanto incide sulle vostre tasse? Mettiamo il caso che qualcuno paghi 20 mila euro di tasse l’anno, lo 0,1% sono 20 euro. Quindi questo Comune non le ha voluto togliere 20 euro. Però questo Comune ha aiutato le attività produttive, ha abbassato la tassa sull’ombra, ad esempio. Si continua a parlare del fondo del sindaco, un milione e 100 mila euro, come se il sindaco se li fosse messi in tasca questi soldi».
Discussione Il consigliere di Alternativa popolare Claudio Batini, tessendo le lodi del sindaco, si slancia in paragoni audaci: «Questo è un bilancio frutto di scelte dolorose e che secondo gli avversari è sintomo della nostra follia. Accetto questa definizione. Il sistema, signori, ha sempre i giorni contati perché prima o poi arriva il folle anticonformista di turno che lo rompe. A livello mondiale, questo personaggio è il presidente Trump, l’unica voce che ha avuto il coraggio di far saltare tutte le carte in tavola. A Terni ha un nome e un cognome ed è il nostro sindaco Stefano Bandecchi: è folle perché si mette contro l’unica entità che tiene i cordoni di ogni cosa, la Regione». Dalla serietà del commento di Batini si passa al sarcasmo dell’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia, Roberto Pastura: «Il bilancio di cui stiamo discutendo è viziato dalle innumerevoli opere che sono state realizzate. Il Comune ha contribuito alla realizzazione della centrale Edison a supporto dell’Ast, poi ha portato il Frecciarossa a Terni. Poi ha contribuito ad un’interlocuzione privilegiata con 101 multinazionali che hanno riempito la città, hanno dato lavoro e sviluppato commercio. Ha realizzato in soli sei mesi il camposcuola». A rispondere direttamente a questo intervento è il vicesindaco Riccardo Corridore: «Confondete il documento programmatico del sindaco con il Dup. E, tra l’altro, non avete fatto alcuna proposta per migliorare il bilancio». Stesso filone viene seguito dall’assessore Sergio Cardinali: «Stiamo cercando di andare oltre quella situazione di stallo che, in questo territorio, ha prodotto una crisi economica. I numeri non ci danno ragione, ma qui la crisi è iniziata almeno 15 anni fa e non siete stati in grado – ha detto riferendosi alle opposizioni – di mettere in campo gli strumenti adatti».
L’approvazione A tirare le fila è poi l’assessora Bordoni: «Gli interventi che ho ascoltato non riguardavano il bilancio, ma il Dup. Dal 2023 abbiamo sempre avuto le idee molto chiare sui cinque anni di lavoro e bilancio che avremmo voluto portare avanti. I nostri numeri parlano chiaro: 2.432.390,00 gli investimenti fatti senza cacciare un euro per l’acquisto delle macchine per le manutenzioni stradale; il debito residuo Fal è 24.672.253,21; andiamo con un disavanzo tecnico di 6.390.000 (risultato di amministrazione 2025 ndr)». Chiuso quest’ultimo intervento, dopo qualche minuto in attesa del ritorno in aula del sindaco, il bilancio è stato approvato con 19 voti a favore e 11 contrari.
