di L.M.

«La donazione è vita: il vostro impatto di oggi, lo dico anche da mamma, rimane un segno indelebile di speranza, di amore e di vita». Queste le parole della presidente della Regione, Stefania Proietti, che venerdì ha partecipato in videocollegamento all’incontro, svoltosi a Terni, organizzato da Aido (Associazione italiana donatori organi) dove esperti, volontari e testimoni hanno raccontato il valore umano, etico e sociale della donazione degli organi, sottolineando l’importanza di sensibilizzare i giovani. 

“Vite per la vita” La presidente della Regione ha ribadito quanto sia fondamentale il coinvolgimento dei giovani nel mondo del volontariato e nella diffusione della cultura della donazione. Dopo l’intervento di Proietti, Andrea Colasanti, specialista in anestesia, ha ricordato come ogni cittadino, al momento del rinnovo della carta d’identità, può scegliere volontariamente di diventare donatore, sottolineando che in Italia ci sono ancora oltre ottomila persone in attesa di trapianto ogni anno.

La complessità e la forza del processo di donazione Durante il pomeriggio, diversi sono stati gli interventi. Il primo è quello della dottoressa Viola Marsiliani, coordinatrice della rete trapianti dell’azienda ospedaliera di Terni, la quale ha spiegato che il trapianto d’organo è l’unico trattamento ‘insostituibile’, poiché rappresenta una vera fonte di vita. «Il percorso multidisciplinare che coinvolge fino a oltre 300 professionisti tra medici, anestesisti, infermieri e rianimatori vede il ruolo del rianimatore al centro del processo», spiega Marsiliani. Ha poi ricordato la legge 578/1993, che definisce i criteri di accertamento della morte, sottolineando come in Italia la procedura sia estremamente rigorosa e controllata. Si è messo inoltre in evidenza che nel 2025 si è registrato un aumento delle opposizioni familiari, segno della necessità di una maggiore educazione e consapevolezza. «La possibilità di donare deve essere offerta a tutti: dichiarare la propria volontà in vita è un atto fondamentale per il diritto alla salute e alla generosità».

Aspetti legali Tra libertà e responsabilità affronta il tema giuridico l’avvocato Marco Franceschini, ricordando che la donazione si fonda sul principio della disponibilità del proprio corpo e sulla gratuità dell’atto. Ha spiegato che esistono tre tipi di donazione: da vivi, da deceduti e per la scienza. La legge italiana prevede che chi esprime il consenso alla donazione (al momento del rinnovo della carta d’identità, tramite il sistema sanitario o l’iscrizione all’Aido) diventi automaticamente donatore, salvo revoca. In assenza di consenso, la decisione spetta ai familiari. Per i minori, serve l’accordo di entrambi i genitori. «Promuovere il consenso in vita – ha sottolineato Franceschini – significa togliere ai congiunti il peso di una decisione difficile e dolorosa».

Donare come atto di fede e di giustizia La teologa biblista Emanuela Buccioni ha offerto una prospettiva etica e spirituale: «Il dono degli organi non è solo un atto di carità, ma un atto di giustizia. È un gesto che incarna l’amore e corrisponde alla dimensione biblica del donarsi. Richiamando il Vangelo di Matteo – «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» – Emanuela Buccioni ha spiegato che la donazione è una scelta che «trasforma la paura della morte in speranza di resurrezione». «Ogni atto d’amore è una scintilla della risurrezione. La donazione è una di queste scintille: la vita non la tengo per me, ma la partecipo».

Psicologia e consapevolezza La seconda parte del pomeriggio è stata moderata da Luana Feliziani, psicologa e psicoterapeuta, che ha messo in luce il valore umano della donazione: «Donare significa collegare vite. Ci ricorda che non siamo soli, ma parte di una rete di relazioni, anche con chi non conosciamo». In questa sessione è anche intervenuta la dottoressa Claudia Giust dell’azienda ospedaliera universitaria ‘Ospedali Riuniti’ di Ancona, che si occupa quotidianamente di sostenere pazienti in attesa di trapianto e famiglie che devono scegliere se donare gli organi dei propri cari. «In un’ottica bio-psico-sociale si valuta la preparazione emotiva e cognitiva del paziente, la consapevolezza della propria malattia e la comprensione del percorso che porta al trapianto. Il supporto psicologico – hanno concluso – è un passo fondamentale, che continua anche dopo l’intervento».

L’arte come strumento di sensibilizzazione All’incontro hanno anche partecipato gli studenti del liceo artistico O. Metelli di Terni che hanno realizzato video e poster di sensibilizzazione alla donazione degli organi. L’arte rappresenta un potente mezzo educativo. «Sensibilizzare i giovani è la base per un futuro consapevole – ha detto la dottoressa Feliziani –. L’arte educa e smuove le coscienze».

Un messaggio per il futuro Una testimonianza particolarmente toccante è arrivata da Elisa, che ha raccontato la propria esperienza con parole semplici ma intense: «Oggi sono qui perché qualcuno ha detto sì. Ciò che fa la differenza è la sensibilità delle persone». A chiudere l’incontro, il dottor. Andrea Colasanti ha espresso l’auspicio che questo sia solo l’inizio: «Speriamo sia l’inizio di un lungo percorso, fondamentale per sensibilizzare tutti, ma soprattutto la nostra città e i giovani». Un incontro, dunque, che ha unito scienza, diritto, etica, arte e testimonianze reali per ribadire un messaggio semplice e potente: donare è un atto d’amore consapevole che continua a far vivere.

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