di Chiara Fabrizi

Una fiaccolata in piazza del Comune a Spoleto per ricordare Laura Papadia, la 36enne di Palermo strangolata all’alba del 26 marzo nella sua camera da letto: per l’ennesimo femminicidio è in stato di fermo il marito Nicola Gianluca Romita 47, anni. Ad annunciare l’appuntamento commemorativo è stata l’assessore al sociale Luigina Renzi che, sui social, ha reso noto di aver formalizzato la richiesta alla questura di Perugia per ottenere l’autorizzazione del caso. Il momento di ricordo per Laura Papadia, seconda vittima di femminicidio in Umbria nel 2025 dopo Eliza Feru, è fissato per sabato pomeriggio dalle 18.30 ed è organizzato in collaborazione col Centro antiviolenza “Crisalide” che ha sede in città e le associazioni del territorio.

A Spoleto, inoltre, sarà proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali di Papadia, così come annunciato dal sindaco Andrea Sisti. Nella seduta odierna, inoltre, il consiglio comunale rispetterà un minuto di silenzio per ricordare la trentaseienne uccisa. «Abbiamo il dovere di ricordare la morte ingiusta e violenta di questa giovane ragazza, che aveva scelto la nostra città per costruire il suo percorso di vita», ha detto il primo cittadino, secondo cui «ricordare Laura significa anche continuare a sensibilizzare la nostra comunità, i più giovani, i ragazzi, gli uomini, affinché finalmente si capisca quanta distruzione porta con sé l’uso della violenza, anche nei rapporti di coppia e tra le mura domestiche».

A dirsi «sgomenta e addolorata» la presidente di Regione, Stefania Proietti, che ha evidenziato come «questa atrocità imponga una riflessione profonda e un impegno ancora più forte per contrastare la violenza sulle donne». La governatrice è quindi tornata a dire che «la prevenzione passa attraverso l’educazione e la formazione, strumenti fondamentali per costruire una cultura del rispetto e della parità. Rafforzare la rete di protezione e sostegno – ha detto – è essenziale affinché nessuna donna resti sola di fronte alla violenza». Proietti ha ribadito che «l’azione di governo resta focalizzata sul rafforzamento dei sistemi di protezione per le donne per garantire interventi rapidi già ai primi segnali di violenza nelle relazioni a rischio, ma allo stesso tempo, è essenziale sviluppare percorsi dedicati al recupero di chi esercita violenza, affinché si possano contrastare le radici di questo fenomeno con strumenti adeguati e mirati».

In serata anche la Magazzini Gabrielli spa, di cui Papadia era dipendente nel supermercato di Spoleto, ha espresso «profondo cordoglio per la tragica morte della nostra preziosa collaboratrice» e «profonda vicinanza alla sua famiglia». 

In un post sui social anche il vicesindaco di Spoleto, Danilo Chiodetti, ha scritto che «la tragica morte di Laura ci ricorda ancora una volta la necessità di fermare la violenza di genere in ogni sua forma. Come amministrazione, siamo impegnati da tempo in azioni concrete per la prevenzione, offrendo supporto alle donne e sensibilizzando la cittadinanza sul tema della violenza. Tuttavia, questo tragico episodio ci indica chiaramente che dobbiamo rafforzare ulteriormente gli interventi a tutela delle donne. È fondamentale che ogni donna si senta al sicuro e abbia la certezza che la comunità e le istituzioni siano pronte a intervenire tempestivamente. L’impegno per fermare la violenza non deve mai fermarsi, e continueremo a fare tutto il possibile per costruire una città dove ogni donna possa vivere libera dalla paura».

A ricordare che «l’amministrazione comunale ha potenziato la rete di supporto e protezione insieme alla Usl 2, forze dell’ordine, Cav Crisalide e le associazioni del territorio, dando vita anche al Pronto intervento sociale» è stata l’assessore Renzi, che ha poi assicurato: «Il nostro impegno resta continuo sia per la sensibilizzazione della cittadinanza, che per la promozione di una cultura del rispetto, ricordando sempre quanto il silenzio sia un alleato della violenza, a cui deve fare sempre più da contraltare il coraggio della denuncia, l’unico modo per uscire dalla dimensione privata e restituire una valenza sociale. Invitiamo quindi tutte le persone che subiscono violenze o si trovano in situazioni di pericolo a rivolgersi ai servizi di aiuto disponibili. Nessuna donna deve sentirsi sola o senza via d’uscita».

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