di Solano Luca, Massimiliano Ferrante e Sergio Sabatini*

Come segreterie di Filcams, Fisascat e Uiltucs abbiamo atteso alcuni giorni prima di commentare le parole del sindaco rispetto all’annuncio del nuovo bando della refezione scolastica del Comune di Terni, in cui abbiamo appreso della volontà, purtroppo non concretizzata, di reinternalizzare un servizio storicamente in appalto. Condividiamo che questa eventuale reinternalizzazione avrebbe migliorato la qualità del servizio usufruito dai  ragazzi e dai bambini, e lo avrebbe fatto perseguendo lo strumento del miglioramento della qualità del lavoro.

Come segreterie ci corre d’obbligo chiarire è che non vi è alcuna correlazione tra quanto dichiarato dal sindaco sulle porzioni e la qualità del cibo e l’impegno profuso dalle lavoratrici che sono oggi impegnate nel servizio, lavoratrici che in questi anni hanno messo il massimo dell’abnegazione nell’attività svolta. Lavoratrici che in alcuni casi fanno 15 ore alla settimana, con retribuzioni molto basse, che hanno la sospensione dell’attività lavorativa nel periodo estivo senza alcun sostegno economico, e che dopo la ripresa delle attività successiva alla pandemia hanno dovuto far fronte a interruzioni delle attività continue senza l’apertura di nessun ammortizzatore. Quel centesimo risparmiato sul lavoro che il sindaco richiamava è stato ed è ancora oggi, e lo sarà in futuro, un sacrificio che viene fatto pagare alle lavoratrici, spesso determinante per le stesse e la loro sopravvivenza.

Quello che ci aspettavamo dalla giunta era un’attenzione maggiore per queste lavoratrici che sono state abbandonate dalle istituzioni, in primo luogo dal Governo nazionale, che non ha rifinanziato la misura dell’indennità part time verticale ciclico, togliendo ogni possibilità di richiedere sostegni economici per il periodo estivo. Sarebbe stato auspicabile fare una contrattazione di anticipo nell’appalto in questione, (trattandosi di un appalto ad alta intensità di manodopera), cercando di risolvere le tante criticità che affliggono queste lavoratrici, compreso il rapporto addetti bambini (da sempre sottodimensionato), oppure soluzioni per superare o quantomeno attenuare la problematica della sospensione, perché siamo sicuri che anche attraverso lo strumento del  miglioramento delle condizioni di lavoro si sarebbe potuto migliorare la qualità del servizio.

Auspichiamo un confronto nel merito per ragionare sui possibili interventi da mettere in campo per superare le criticità del lavoro nei periodi di sospensione.

*Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota congiunta delle segreterie di Filcams, Fisascat e Uiltucs

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.