Continua il dibattito sui conti di Umbria Mobilità

di Daniele Bovi

Ottanta milioni di euro e oltre al 31 dicembre 2010 che diventano 152 un anno dopo. A tanto ammontano le garanzie fideiussiorie rilasciate da Umbria Mobilità. Tutto scritto nei bilanci approvati negli ultimi due anni, con gli amministratori e i dirigenti della società che già nel 2011 si erano messi in contatto coi soci allo scopo di coinvolgerli per ottenere i soldi, 49,7 milioni di euro, che Comune di Roma e Regione Lazio devono a UM. A sostenerlo sono Paolo Chifari, Giovanni Fulci e Carmelo Campagna, ossia il collegio dei revisori dei conti di Umbria Mobilità in una relazione di cinque pagine, dove si sostiene anche che c’era chi sapeva della situazione, planata il 9 agosto sulle scrivanie della presidente Catiuscia Marini, del sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, del sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e di quello di Atc Sergio Sbarzella.

Problemi complessi I problemi, come spiegano i tre, riguardano non solo le fideiussioni rilasciate ma attengono la struttura finanziaria, i crediti che ruotano più lentamente del previsto e, nel complesso, un equilibrio economico sbilanciato e che va riequilibrato. Come? Con l’aumento di capitale da almeno 20 milioni di euro deciso dai soci e del quale si discuterà il 3 settembre prossimo nel corso dell’assemblea straordinaria. Per tamponare la situazione, da una parte ci sono i 3,5 milioni stanziati dalla regione e i 3,8 del «prestito ponte» della Provincia. Provincia che, tramite l’assessore al Bilancio Ornella Bellini, spiega di «non essere interessata ad aumentare la propria partecipazione societaria». Una frase che fa pensare a un possibile disimpegno di piazza Italia.

La disamina dei conti Nelle cinque pagine della relazione, richiesta da palazzo Donini, viene fatta una disamina precisa di crediti e fideiussioni. Il fronte romano, come noto, è quello bollente. Nei confronti di Roma Tpl, partecipata da UM al 33,33%, l’azienda unica vanta questi crediti: 1,5 milioni per un prestito fruttifero, 13,6 quale conseguenza del lodo per il riconoscimento degli adeguamenti dei corrispettivi per gli anni precedenti e 5,6 per altri servizi resi da Sira spa. Altri soldi sono vantati nei confronti del consorzio Cotri per i servizi resi da Sira spa, poi assorbita da UM: 537 mila euro per servizi resi e scaduti, 19,4 milioni per i servizi resi da Sira e già scaduti e altri 3,5 sempre per quanto riguarda Sira, ma ancora non scaduti. Oltre cinque milioni, 5,3 per la precisione, sono dovuti dalla Regione Lazio per adeguamenti dei contratti di lavoro su Roma.

Le fideiussioni Passando al capitolo fideiussioni, i tre osservano come gran parte degli impegni si riferiscono al periodo precedente la costituzione della holding e la fusione. Per quanto riguarda la gestione romana, 37 milioni arrivano da garanzie rilasciate a favore del Comune di Roma per la cauzione dell’appalto vinto (dal 2010 al 2018): garanzia proporzionale alla durate del contratto con importo che andrà ad azerarsi a fine appalto; 8,3 milioni a favore di Ifitalia per operazione di factoring su fatture emesse da Roma tpl al Comune; 5,5 milioni per il subentro nei contratti di leasing per l’acquisto degli autobus e per lo svolgimento del servizio su Roma; 3,3 come garanzia del pagamento di alcune obbligazioni; infine 70 milioni con una lettera di patronage a favore della Unicredit factoring per i crediti di Roma tpl vantati nei confronti del Comune.

Minimetrò  e parcheggi Sono invece 14 i milioni di garanzie che riguardano Minimetrò Perugia, detentrice del 57% di Minimetro Scarl a sua volta proprietaria del 20% di Minimetro Spa. E poi ci sono i 2,6 milioni del consorzio Ishtar rilasciati alla Provincia di Perugia per la gestione dell’appalto della mobilità regionale, i 3 milioni per un mutuo servito a costruire un parcheggio a Ciriè (Torino), e i quasi tre che riguardano altre piccole società come Enerverde (posseduta al 40%) che produce energia elettrica tramite biomasse, Ergin e quell’Umbria Incoming in liquidazione. Numeri usati dall’assessore regionale alla Mobilità Silvano Rometti che risponde coì a Enzo Gaudiosi, segretario regionale dell’Ugl che ha sostenuto come UM non vanterebbe alcun credito nei confonti di Roma: «Fare annuunci menzogneri – dice – significa non avere consapevolezza del proprio ruolo sindacale, non tutelare i lavoratori e speculare sulla pelle dei dipendenti di Umbria Mobilità. E ciò solo per difendere qualche ruolo dell’Azienda o amministratori di altre Regioni».

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