Pagnotta durante la cerimonia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Un riconoscimento più per la manifestazione che per me». Così il direttore artistico di Umbria jazz, Carlo Pagnotta, ha parlato martedì della sua iscrizione all’Albo d’oro, la più importante onorificenza cittadina. La cerimonia si è tenuta come di consueto nella sala dei Notari ed è stata brevissima: il consiglio comunale infatti, per dissidi tutti dentro i partiti e le civiche che sostengono Andrea Romizi, ha infatti bocciato a scrutinio segreto tutti e tre i nomi proposti dalla maggioranza; a passare è stato solo quello di Pagnotta, proposto dalle opposizioni.

LA BOCCIATURA DI TUTTI I NOMI DELLA MAGGIORANZA

IL VIDEO DEL RICONOSCIMENTO

Pagnotta Il fondatore di UJ, il festival che quest’anno celebrerà i suoi primi 50 anni, ha voluto in primis ringraziare tutto lo staff che lavora alla kermesse e chi, come l’allora presidente della Regione Alberto Provantini, credette nella manifestazione. Un pensiero Pagnotta lo ha riservato anche ad Adriano Mazzoletti, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e produttore discografico morto lunedì. Con lui Pagnotta ha vissuto fin dall’inizio l’avventura del jazz a Perugia: «Adriano – ha ricordato il festival – è stato un grande amico di Umbria Jazz, che ha frequentato fin dalle prime edizioni, e ha svolto, con Carlo Pagnotta, un ruolo importante con le stagioni del Jazz club perugino che anticiparono e in qualche modo ispirarono la nascita del festival».

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Romizi «Sembrava impossibile – ha detto Romizi nel corso della cerimonia – che non fosse già stato iscritto; era una grave mancanza». Il sindaco ha ringraziato Pagnotta per il lavoro svolto in questi decenni, per aver creato una manifestazione nota in tutto il mondo e per aver portato il jazz in città, contribuendo anche a favorirne l’insegnamento. Il sindaco a differenza di quanto successo nel 2017 con Alberto Grohmann, anche lui bocciato col voto segreto (una ferita ricucita solo un anno fa), non ha voluto intervenire pubblicamente su quanto successo in aula.

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Niente polemiche Il sindaco si è limitato a ricordare che il XX Giugno, il giorno in cui Perugia ricorda le stragi del 1859, è un «passaggio saliente della vita istituzionale in cui la città deve essere unita e concorde su figure che hanno dato lustro alla città. Divisioni non dovrebbero esserci». Un passaggio soft fatto per evitare, come ha spiegato poi Romizi a margine della cerimonia, nuove polemiche in grado di oscurare la giornata e Pagnotta.

Nel corso della giornata il servizio completo

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