di Daniele Bovi
«Il nuovo segretario regionale sarà relativamente giovane, una persona già sperimentata e che ha dimostrato capacità di direzione, passione e trasparenza: serve passare la mano a una nuova classe dirigente per costruire una sinista umbra unita». A fare l’identikit del futuro segretario regionale di Rifondazione comunista è Stefano Vinti, leader da 13 anni di quel partito al vertice del quale non si ricandiderà e che venerdì e sabato celebrerà il suo quarto congresso. L’identikit corrisponde alla figura dell’assessore provinciale ai Trasporti Luciano Della Vecchia, in pole per sostituire Vinti. Mercoledì, come scritto ieri da Umbria24, si terranno la segreteria regionale e il comitato politico federale, ovvero le sedi dove si tenterà una mediazione intorno al nome di Della Vecchia che incontra comunque delle resistenze.
Vinti: democrazia vera «La nostra – ha detto Vinti mercoledì mattina presentando i temi al centro del congresso – è una democrazia vera: niente acclamazioni, ci sarà discussione». E forse più di una mozione oltre a quella riconducibile ai «ferreriani» che sosterrà Della Vecchia. «La nostra ambizione – osserva Vinti – non è quella di essere una nicchia di resistenti bensì quella di dare vita a un percorso di rinnovamento per non far diventare l’Umbria la periferia del mondo». Al centro di questo ragionamento c’è la proposta che Vinti lancia agli altri partiti della sinistra (in primis SeL e Idv) e alle forze sociali come associazioni e sindacati: «Costruiamo insieme – ha detto – una sinistra umbra unita. Diamo vita a un patto d’azione, non solo sui livelli istituzionali, tramite un tavolo permanente: insieme in Umbria valiamo tra il 17% e il 20%. Costruiamo “casematte” dentro la società per uscire dalla crisi da sinistra».
ELEZIONE DEL NUOVO SEGRETARIO, DELLA VECCHIA IN POLE
I temi del congresso Gli altri temi al centro del congresso, al quale parteciperanno la presidente della Regione Catiuscia Marini e i leader degli altri partiti del centrosinistra, consistono nella richiesta di un reddito minimo garantito e in una costituente del lavoro e dei beni comuni: «Il lavoro – dice Vinti – è la prima priorità perché sta perdendo centralità e diritti, mentre alcuni beni comuni come acqua, saperi e trasporti, ad esempio, devono essere sottratti al mercato». Il congresso, che si celebrerà al Park Hotel di Ponte San Giovanni, sarà poi l’occasione per ribadire la netta opposizione al governo Monti le cui politiche «hanno portato – osserva Vinti – a un netto peggioramento delle condizioni economiche del Paese».
Policentrismo umbro Altra questione intorno alla quale si svilupperà il dibattito è quella del concetto di Umbria. L’abolizione delle Province, secondo Vinti, è un fatto negativo perché «l’Umbria non può ridursi a un unicum: dobbiamo accentuarne il policentrismo e ragionare con le altre Regioni del Centro in un quadro di Italia Mediana». L’ultimo punto riguarda «l’apertura di una vera e propria “vertenza Umbria” nei confronti del Governo le cui politiche ci stanno penalizzando: dobbiamo essere in grado di ridefinirci e di rivendicare i diritti della nostra regione».

