di Iv. Por.
Nasce nel novembre 2011 il simbolo adoperato nelle recenti rivendicazioni del Fai/Fri (tra cui quella del ferimento di Adinolfi a Genova), «altro univoco elemento di collegamento – secondo il gip di Perugia – tra gli attentati e il gruppo in esame». Lo scrive nell’ordinanza che ha portato all’arresto di dieci persone legate alla galassia anarco-insurrezionalista.
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Il file jpg Gli inquirenti ne hanno riscontro da un’intercettazione ambientale in casa di Stefano Gabriele Fosco e della compagna Elisa Di Bernardo, presente anche Giuseppe Lo Turco (il 23enne catanese arrestato a Genova). In quel frangente, scrive il gip, «veniva captato un file jpg dal titolo ‘fai italiano’, che il Fosco mostrava al Lo Turco». L’immagine, ormai nota, delle cinque frecce convergenti sovrastate da una stella nera con la lettera ‘A’, «risulta essere stata creata e/o modificata il 10 novembre 2011», «sulla base dell’originale logo della Cospirazione delle cellule di fuoco».
Un tatuaggio L’immagine viene anche mostrata a Gabriel Pombo Da Silva che, sebbene in carcere, ha in uso un telefono cellulare e un indirizzo email. Da Silva dice che gli è molto piaciuto il «disegnetto» tanto che ne chiede uno più «piccolino» per tatuarselo. Allora Fosco gli dice che ancora inedito: «non è pubblico – si legge in un’intercettazione – ancora non si può pubblicare…però è già in marcia».
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Il battesimo Il simbolo, ormai scelto, sarà usato di lì a breve, negli attentati del dicembre 2011, il primo dei quali ala Deutsche Bank a Francoforte. «Ciò rende – secondo il gip – altamente verosimile che l’immagine intercettata rappresentasse una prima bozza (risalente al novembre 2011), poi modificata dal Fosco in vista della rivendicazione degli attentati».

