di Daniele Bovi
Il primo punto trattato è lo sviluppo economico, l’ultimo lo sport e in mezzo tutto ciò che la nuova giunta regionale guidata da Donatella Tesei ha intenzione di fare nel corso dei prossimi cinque anni. Venerdì sulle scrivanie dei consiglieri regionali sono state depositate le linee guida che rappresentano la cornice del programma di governo; in tutto 86 pagine che lunedì, dopo il discorso della presidente in consiglio regionale, saranno al centro dell’ultima seduta dell’anno. È dunque all’inizio del 2020, una volta esaurita la fase istituzionale che va dall’insediamento del consiglio all’illustrazione delle linee programmatiche, che l’undicesima legislatura partirà per davvero. Il documento, come logico, è composto di molti dei concetti presenti già nel programma elettorale.
‘SUPER DIRETTORI’. SI FANNO AVANTI PIÙ DI 50
Il baratro Il punto di partenza è quello di una regione che vive una «situazione difficile e critica», mentre nelle conclusioni la presidente parla della necessità di «invertire la tendenza» e cita lo slogan della sua campagna, «ricostruire il futuro». Nelle prime pagine si snocciola il rosario di numeri della crisi, l’aumento delle disuguaglianze, la ricostruzione che non parte e in generale si parla duella volontà di «risollevare la regione dal baratro» e di «risvegliarla dal torpore». «L’Umbria – dice Tesei – può aspirare a diventare regione pilota in molti campi». Punto di partenza è «la centralità dello sviluppo economico», da declinare su più fronti: dallo stop alle risorse a pioggia a un piano straordinario per l’occupazione pubblica e privata, dalla produttività all’innovazione fino all’assessorato allo Sviluppo che dovrà dare una «forte risposta» riguardo alle tante crisi aperte.
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Sviluppo economico Lo sviluppo è anche semplificazione: nel documento si accenna a un «provvedimento emergenziale» che dovrà assumere le sembianze di una sorta di legge per gli investimenti; in più di parla anche di digitalizzazione delle procedure, di un un nuovo sito, del sostegno all’innovazione e agli spin-off universitari e di una Sviluppumbria che dovrà essere anche uno «strumento di sviluppo tecnologico» e di prototipi. Insieme a Gepafin, l’agenzia dovrà anche facilitare l’accesso al credito, capitolo dopo il quale si tratteggia una «profonda revisione» delle competenze di Umbria digitale. Dopo aver sostenuto la necessità di migliorare le politiche che riguardano l’internazionalizzazione, si passa al corposo capitolo sull’agricoltura: «Sconta à è detto nelle linee guida – la grave colpa che le passate politiche regionali non sono mai riuscite o non hanno mai saputo creare un sistema agricolo regionale, dotandolo di una sua strutturazione e una sua specificità». Bocciati anche i «risultati deludenti» ottenuti dai Fondi UE e gli «interventi a pioggia» fatti «per emergenza e per consenso».
LA PRIMA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO
Ambiente e sanità La nuova giunta scrive che occorrono «scelte puntuali» e «interventi che coniughino competitività e presidio del territorio». L’assessorato guidato da Morroni pensa anche a una conferenza agricola regionale, a rinegoziare le condizioni con Agea e in generale a promuovere un settore che si vuol rendere più smart e tecnologico. Quanto al bilancio, preso atto che solo il 2-3% della spesa è flessibile, Tesei ribadisce la volontà di analizzare ogni voce, di ridurre la pressione fiscale e di dare vita a una centrale unica degli acquisti. Il capitolo più lungo e denso è però quello dedicato alla sanità. Le parole chiave? «Razionalizzazione e specializzazione». E se il veneto Luca Coletto nelle prime uscite ha parlato di un’Umbria benchmark e di una sanità che tutto sommato funziona, nel documento il giudizio è diverso: «Oggi è profondamente scaduta». La ‘cura’ da somministrare prevede, tra le altre prescrizioni, una «rastica semplificazione delle strutture tecno-amministrative, a beneficio di una maggiore presenza sul territorio di quelle socio-sanitarie».
Privati e integrazione «Strategico» sarà «potenziare il tasso di coinvolgimento del privato, in Umbria pari a meno di 1/3 di quello della Lombardia». «Reti e integrazione» rappresentano anche altre possibili linee guida, tra ripensamento del ruolo degli ospedali e dei servizi fino alle Case della salute, così da avvicinare la sanità al territorio. Un problema centrale riguarda le liste di attesa per gli esami non urgenti: oltre a una maggior appropriatezza da parte dei medici di base che prescrivono gli esami, la giunta vorrebbe dare la possibilità di fare esami e viste anche fino a mezzanotte nei festivi e nei prefestivi, ricorrendo anche al privato convenzionato e infliggendo sanzioni alle aziende che non rispettano i tempi. Qualche esempio? Dal blocco della possibilità di fare attività intramoenia fino alla sospensione delle convenzioni e dei direttori.
Welfare E guardando ai rapporti con l’Università, oltre allo spinoso capitolo della convenzione (firmata da anni ma mai attuata), serve una «tempestiva risoluzione» per le criticità che riguardano molti reparti, da Chirurgia a Pediatria fino a Gastroenterologia e non solo. Ampio spazio, oltre che alle politiche di sostegno alla famiglia, è dedicato anche al welfare, con le parole chiave che saranno «solidità, responsabilità, solidarietà e accessibilità». Tra i primi punti c’è la necessità di rivedere il Piano sociale del 2017, creare un «numero unico di pronto intervento sociale» e prestare attenzione a chi è solo, fino alla videosorveglianza in asili e case di riposo. Decisioni tutte da prendere invece in tema di rifiuti, e in particolare sulla chiusura del ciclo: detto che discariche e inceneritori «vanno disincentivati in ogni modo», per il resto bisognerà avvalersi di «apporti scientifici» e «best practice».
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Trasporti Molto spazio è dedicato anche ai trasporti, tra le competenze fondamentali della Regione. Tesei vede «una pesantissima eredità da affrontare» e sostiene che serve «un deciso cambio di rotta» recuperando «un approccio autorevole e manageriale» così da poter «rompere l’isolamento fisico e l’irrilevanza della nostra regione». Partendo dalle ferrovie, al di là del Frecciarossa Tesei sostiene che bisogna creare collegamenti migliori con Roma e Firenze, magari anche attraverso «la riconversione degli attuali e obsoleti Intercity». Sul tavolo anche il raddoppio di alcune tratte (come quella tra Campello e Terni) e il nodo centrale della Fcu, la spina dorsale ferroviaria della regione che è ormai tra le cinque peggiori linee d’Italia. Al di là dell’accordo siglato dalla precedente giunta, solo per completare i lavori tra Sant’Anna e Ponte San Giovanni e per l’adeguamento pesante tra Perugia e Terni e Sansepolcro e Città di Castello, servirebbero 260 milioni. Tra il capoluogo e Castello poi, tratta dove si viaggia a 50 km orari, servirebbero altri 9 milioni che non ci sono e, se entro il 2021 non saranno fatti i lavori, anche questa tratta rischia di chiudere. Qualcosa di più si saprà a gennaio, quando Regione e Rfi torneranno a sedersi intorno al tavolo.
Razionalizzazioni Nel 2020 poi «impegno prioritario» sarà quello di bandire la gara, rimandata da anni, per l’affidamento del servizio su gomma. Prima però bisognerà «razionalizzare le corse», cioè tagliare, e chiedere agli enti locali di finanziare una parte dei costi. Quanto all’aeroporto, c’è intenzione di verificare la possibilità di un collegamento via rotaia e di valutare rotte che servano non solo i turisti, ma anche gli imprenditori. Da ultimo, la rete stradale: tra le priorità si indicano il Nodo di Perugia, il completamento della Foligno-Spoleto-Terni, della Terni-Rieti e di altre strade per le quali servirebbero centinaia di milioni di fondi statali, che per il momento non ci sono. Tra i possibili interventi da mettere in campo anche un biglietto unico per tutta la rete urbana ed extraurbana, con agevolazioni a favore di alcune categorie, più interscambio fra treni e bus e un unico sistema di infomobilità regionale. Questa la cornice, dal 2020 si comincerà a parlare dei provvedimenti concreti.
Twitter @DanieleBovi
