di Chiara Fabrizi
«Alla Presidenza del Consiglio dei ministri è stato inviato un quesito basato su un articolo 5 dello statuto Vus che non esiste più da undici anni, facendo così un’azione di mistificazione che ha due sole spiegazioni: o è voluta o è frutto di un’enorme incompetenza». Attacca durissimo il sindaco di Foligno Stefano Zuccarini sul caso della revoca per spoils system del board della multiservizi pubblica votata l’agosto scorso dalla maggioranza dei Comuni soci in sede di assemblea e finita nei giorni scorsi al centro di un doppio parere di Palazzo Chigi richiesto dal sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis, che non ha votato la delibera di azzeramento, al pari dei sindaci di Spello e Trevi, Moreno Landrini e Bernardino Sperandio.
«CDA RESTA AL SUO POSTO»
VIDEO ZUCCARINI
Zuccarini contrattacca Martedì mattina in conferenza stampa, Zuccarini ha bollato il quesito approdato negli uffici del governo come un «caso di incompetenza e ignoranza giuridica oppure – ha detto – siamo di fronte a un caso di amministratori che non sanno di quello che parlano e, permettetemi la nota polemica, spero che non amministrino così i loro Comuni». Zuccarini già sabato aveva sostenuto che «il parere era viziato» e oggi ha spiegato che l’articolo 5 su cui è stato incardinato il quesito, «è stato eliminato nel 2008, quando i soci di Vus hanno deciso di far diventare la società in house, totalmente pubblica, tanto da dotarla di un controllo analogo». Di più. Il sindaco di Foligno spara a zero su De Augustinis anche quando dice che «si è sprecato tempo a far fare alla Presidenza del Consiglio dei ministri una valutazione su un articolo che non esiste più», per poi rilevare che i documenti arrivati da Palazzo Chigi «paradossalmente ci danno ragione nella parte in cui dice che l’ingerenza sarebbe tollerabile in una società in house».
«Modalità sconcertante» Per quanto riguarda l’eventuale azione risarcitoria che il Cda revocato potrebbe intentare per ottenere il compenso non percepito nei due anni di mandato residuo, Zuccarini ribadisce «che non ci sono contenziosi, ma che in ogni caso Vus non subirebbe nessun danno, dato che il neo presidente Vincenzo Rossi non percepisce compenso», essendo un pensionato per legge non può essere pagato. Come a dire: anche in caso di condanna al risarcimento la multiservizi non avrebbe pagato un doppio compenso ai suoi amministratori, anche se poi per i sindaci si potrebbe aprire il fronte del danno erariale. Sul braccio di ferro tra Spoleto e Foligno, entrambe con maggioranze di centrodestra, Zuccarini dice che la revoca «era stata concordata, ma poi all’ultimo minuto De Augustinis ha cambiato idea, sulla base di questo dubbio di legittimità, ma è il modo con cui l’ha fatto che è sconcertante, me lo sarei aspettato da Landrini, non da una maggioranza di centrodestra».
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