venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:37

Azzeramento Cda di Vus, palazzo Chigi: «Spoils system non operativo. Rischio contenziosi»

In caso di azione risarcitoria da parte del board revocato la responsabilità ricadrebbe sulla multiservizi

La sede di Vus a Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

La Presidenza del Consiglio dei ministri ha bocciato la revoca del Consiglio di amministrazione della Valle Umbra Servizi voluto dal principale socio, ossia il Comune di Foligno, e votata dai Comuni soci guidati da amministrazioni di centrodestra. Il parere del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi è stato condiviso anche dal Dipartimento della funzione pubblica e in entrambi i documenti la conclusione è la stessa: nel caso di Vus «va esclusa l’operatività dello spoils system». A richiedere i documenti sono stati i Comuni di Spoleto, Spello e Trevi, che insieme a Sant’Anatolia di Narco hanno contestato l’azzeramento del Cda, allora guidato dal presidente Lamberto Dolci e poi sostituito da Vincenzo Rossi. Invano i tre sindaci hanno sostenuto in assemblea la necessità di richiedere un parere prima di deliberare, ma Foligno e gli altri, che dispongono della maggioranza nella multiservizi pubblica, hanno inteso procedere comunque. E ora il rischio di contenzioso con il precedente Cda è più concreto.

«Spoils system non operativo» L’iniziativa della revoca del board è stata presa alla fine di agosto dal sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, che l’ha chiesta sulla scorta della mutata maggioranza politica del suo Comune e di altri Comuni soci, indicando la sentenza 16.635 della Cassazione emessa nel 2019. Ma, in base al parere arrivato dagli uffici del governo, si rileva che la fattispecie è differente, perché, da una parte, «il caso scrutinato dalla Suprema Corte riguarda una società di servizi interamente partecipata dal solo Comune di Milano e da una sua controllata» e, dall’altra, «per espressa disposizione statutaria il Comune di Milano aveva il diritto di nominare direttamente un numero di amministratori proporzionale all’entità della propria partecipazione». Da cui discende anche il diritto di revoca.

Statuto Vus Un caso, quindi, differente da quello della Vus, ossia «una società partecipata da 22 Comuni, per la quale nessuno degli enti/soci ha il potere statuariamente riconosciuto di nominare gli amministratori», fermo restando che «lo statuto di Vus all’articolo 5 prevede soci differenti da enti pubblici», anche se tecnicamente ora tutte le quote sono in mano ai Comuni. Secondo il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, dunque, «il nesso tra potere di nomina e di revoca degli amministratori non sussiste nel caso di Vus, dato che lo statuto non attribuisce ai comuni soci alcun potere di nomina degli amministratore della società», con le designazioni di competenza esclusiva dell’assemblea societaria.

Rischio contenziosi Con il parere, poi, si apre anche un altro capitolo delicato, ossia quello del potenziale contenzioso: «Eventuali conseguenze prodotte dalla revoca illegittima potrebbero venire in rilievo nell’ipotesi di azione risarcitoria avanzata dagli amministratori revocati, fermo restando peraltro che, nel caso di specie, la revoca è stata deliberata dall’assemblea ed è quindi giuridicamente riferibile alla società», ossia a Vus.

@chilodice

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