di Chia.Fa.
«Il nuovo Consiglio di amministrazione della Valle Umbra Servizi resta al proprio posto, non cambia niente». A dirlo con «serenità» è il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, all’indomani del doppio parere arrivato dagli uffici della Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo cui lo spoils system invocato per revocare il board a fine agosto non sarebbe operativo nel caso della multiservizi dei 22 Comuni soci. «Stiamo organizzando una conferenza stampa coi sindaci di centrodestra che hanno sostenuto questa azione» ha detto Zuccarini, che è anche avvocato.
Braccio di ferro con Spoleto Di là dalla barricata non tanto politica, dato che anche la giunta di Spoleto è di centrodestra e a trazione Lega, ma sicuramente di merito, Zuccarini trova proprio il sindaco della città del Festival e magistrato di Cassazione, Umberto De Augustinis, per lunghi anni a palazzo Chigi come vicesegretario generale (dal 2011 coi governi Berlusconi, Monti e Letta). A quegli stessi uffici De Augustinis, ma anche i sindaci di centrosinistra dei Comuni soci Spello e Trevi, Moreno Landrini e Bernardino Sperandio, hanno chiesto al dipartimento degli Affari legislativi di esprimersi sulla vicenda, trovando conferme alle preoccupazioni manifestate in sede di assemblea Vus. Zuccarini comunque tiene il punto e rilancia: «Abbiamo validi motivi per ritenere che il parere sia viziato, che il quesito sia mal posto». Ma nel merito conta di entrare prossimamente e compattamente con gli altri sindaci di centrodestra che lo hanno appoggiato.
«Per ora non ci sono contenziosi» Il sindaco di FOligno dice anche che «in ogni caso si tratta di pareri, interpretazioni giuridiche, non di sentenze. Noi – va avanti – abbiamo preso una decisione e la rivendichiamo, convinti che i benefici saranno per la collettività e l’azienda, dove il neo presidente sta lavorando con grande intensità, peraltro senza percepire compenso»: Vincenzo Rossi risulta in pensione e per legge non può percepire l’emolumento. Nei due pareri, comunque, trova anche conferma il sospetto, emerso fin da agosto, del rischio contenziosi che la revoca anticipata del Cda avrebbe potuto portare con sé: «Al momento – dice Zuccarini – non ci risulta che gli ex amministratori abbiano intentato un’azione risarcitoria verso l’azienda»
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