mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 02:38

Regionali, Franceschini: «Possibile accordo M5s con Fora». Lucidi: «Avversario è Tesei»

Anche Zingaretti in pressing su Di Maio. Il Movimento: «Tema non all’ordine del giorno». I pro e i contro di una alleanza

I 6 x 3 di Fora per le Regionali

di Iv. Por.

«Un’alleanza politica ed elettorale che parta dalle prossime regionali, passi per le comunali e arrivi alle politiche». Anche in Umbria? «Lì le elezioni sono molto vicine, ma se c’è la volontà politica si può fare tutto». A parlare di un possibile accordo tra Pd e Movimento 5 stelle non è uno a caso, bensì Dario Franceschini, ministro e tra i più influenti leader dem, nonché forse il principale artefice della nascita del governo ‘giallo-rosso’.

Seme di alleanza In una intervista a Repubblica, Franceschini lascia intendere che i tentativi per stringere un accordo, già a partire dalle regionali in Umbria, sono in corso. Del resto chi sostiene il governo è ben cosciente che sconfiggere Salvini già al primo round del lungo percorso elettorale sarebbe un segnale fortissimo, quasi un colpo da ko (ma vale anche l’inverso, ovviamente, cioè perdere subito sarebbe un boomerang). «Per Emilia e Calabria – aggiunge Franceschini – c’è tempo. In ogni caso, la sfida è questa. So che è difficile ma se governiamo bene, evitando la logica del contratto, cercando sempre la sintesi allora questa squadra può diventare il seme della futura alleanza. Per battere la destra, vale la pena provarci». E anche per il segretario Zingaretti «l’idea di Franceschini è corretta. Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro l’Italia, perché non provare anche nelle regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare?». E quindi aggiunge: «Ho sempre creduto nella necessità di aprire con coraggio una nuova stagione e questo può essere un capitolo importante: cambiare e migliorare la vita delle persone».

M5s: «Non all’ordine del giorno» «Il tema delle alleanze alle regionali non è all’ordine del giorno. Dunque non c’è in ballo alcuna possibile alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni regionali». È la replica del M5s alle dichiarazioni di Franceschini e Zingaretti. «Le priorità per il Movimento – spiegato fonti M5s – sono altre, ci sono temi importanti da affrontare e provvedimenti da realizzare in tempi celeri a favore dei cittadini. Una cosa è certa: le dinamiche interne tra forze politiche non interessano agli italiani e non servono a far crescere il Paese. Rimaniamo concentrati sulle cose concrete come il taglio dei parlamentari e l’abbassamento delle tasse».

Pro e contro Ma, infatti, nel caso specifico in Umbria l’accordo non sarebbe direttamente tra M5s e Pd, bensì col civico Fora. Quindi possibile, anche se non facile. Innanzitutto, perché sarebbe la prima volta che il M5s si allea in una elezione di questa portata. Secondo, perché in Umbria si viene dallo scandalo Concorsopoli, nato proprio da un esposto di esponenti grillini, che ha fatto poi cadere la giunta a trazione Pd. Inoltre, Fora è coinvolto nel processo “per diversa grammatura di insalata e pisellini” nella gestione mense di alcune cooperative affiliate a Confcooperative (udienza rinviata all’11 giugno prossimo per difformità in alcune notifiche). Però, ci sono anche argomenti a favore. In primis, il fatto che, come detto, il candidato presidente non è del Pd bensì un civico. Poi lo stesso Fora ha non pochi punti programmatici che coincidono con quelli dei 5 stelle: la rivoluzione verde dell’economia (il suo tour elettorale, simbolicamente, sarà a bordo di un’auto elettrica), no inceneritori, forti critiche alla gestione del potere che c’è stata finora. Quanto alla vicenda giudiziaria, il divieto a candidarsi vale solo per gli iscritti al M5s, come già spiegato da autorevoli esponenti del Movimento, oltre al fatto che Fora è coinvolto indirettamente e lo chiarisce in un post che riportiamo.

Tratta Di Maio Secondo quanto trapela, gli incontri a Roma sono in corso, ad opera di Luigi Di Maio in persona (ma anche il premier Conte avrebbe voce in capitolo). Sarà lui a decidere se appoggiare Fora oppure se aderire all’altro polo civico, quello che vede ad oggi in campo anche il Psi. Tutti sanno che divisi si perde e magari proprio la scelta del Movimento 5 stelle potrebbe addirittura innescare un insperato ricompattamento, se non tra tutti, tra molti.

Lucidi: «Avversario è Tesei» Per il senatore del Movimento 5 stelle Stefano Lucidi alle prossime elezioni regionali in Umbria «l’avversario da battere» è Donatella Tesei della Lega. Lo ha detto all’Ansa. «Tesei – riporta Ansa.it – è l’avversario da battere numericamente perché politicamente lo sarà sicuramente. La Lega si è dimostrata inaffidabile a Roma e lo sarà anche in Umbria». Il senatore non si è voluto sbilanciare sull’ipotesi di alleanze in Umbria. «Le decisioni spettano al capo politico del movimento», ha sottolineato Lucidi, rilevando comunque che «le regole decise dal blog lasciano spiragli e margini di manovra». E su Andrea Fora, candidato civico appoggiato dal Pd ha rilevato che «è stato scelto per il appeal popolare» e «può ambire alla vittoria».

Regionarie Si attendono, intanto, proprio dal fronte grillino, i risultati della scrematura dei circa 40 candidati alle Regionarie che si sono fatti avanti martedì scorso su Rousseau. Il capo politico e il suo staff stanno vagliando se ci sono “impresentabili”. Poi si voterà per la formazione della lista e anche per il candidato presidente. Ma, come recita il regolamento, è lo stesso capo politico poi a decidere se, invece, appoggiarne uno esterno. In quel caso, il vincitore delle Regionarie è obbligato a scalare nella posizione di consigliere.

Salvini: «Li sfido» «Nel nome della poltrona non conoscono vergogna. Lo facciano anche in Umbria, li sfido, tanto qui si vince». Replica così Matteo Salvini all’ipotesi di un accordo M5s-Pd. «Si sono denunciati, minacciati, insultati fino a ieri per cercare di salvare la poltrona, si mettano insieme, tanto il 27 ottobre verrà ricordato come la festa della libertà dell’Umbria e degli umbri. Possono inventarsi qualsiasi cosa, ma in Umbria si cambia, la sinistra ne ha combinate troppe quindi non sono minimamente preoccupato».

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