di Daniele Bovi
Intanto 23 nomi, con il mandato affidato al segretario Paolo Polinori di chiudere a breve, e una deroga con riserva. Rinviata dopo lo scoppio dell’inchiesta che ha decapitato i vertici del Partito democratico umbro e quelli della Regione, mercoledì sera è andata in scena a Perugia l’assemblea comunale del Pd. All’ordine del giorno la lista da presentare alle comunali del 26 maggio a sostegno di Giuliano Giubilei. L’assemblea ha votato un primo blocco di nomi, decidendo di concedere una sola deroga per Erika Borghesi, ma solo se in campo ci saranno altre candidature nella zona nord. Niente da fare invece, dopo uno scontro andato avanti per settimane, per Alvaro Mirabassi che, seppur non indagato, compare nelle carte dell’inchiesta; insomma, come spesso accade il nodo politico è stato risolto dalla magistratura.
I nomi Il primo blocco di nomi approvato rappresenta un mix tra consiglieri uscenti e facce nuove: in lizza, per quanto riguarda i primi, ci sono la capogruppo Sarah Bistocchi, Emanuela Mori, Elena Ranfa e, forse, Borghesi. Tra le new entry l’ex segretario comunale Francesco Giacopetti, Francesco Zuccherini, Milena Ceccarelli (che lavora nel mondo farmaceutico), Nicola Paciotti (uno studente di Colombella), Federico Balducci (dirigente di un’impresa), Francesco Lubello (un commercialista che già in altre occasioni si era candidato con il Pd), Diego Minelli, Marco Pignattini, Marko Hromis, Irene Pula (una studente), Nazzareno Cardinali, Simona Frenguelli, Livio Giannini, Fausto Frattegiani, Giovanni Frittella (un dipendente dell’Università), Simona Papini, Cristina Monaldi, Lavinia Pannacci, Nicolò Scarponi e Roberto Pannacci, che lavora per Sipa.
Il tempo stringe Quanto agli altri nomi che mancano, quel che è certo è che il tempo stringe. Le urne si apriranno il 26 maggio e quindi i partiti hanno davanti a loro una decina di giorni per depositare le liste. Il Pd perugino ovviamente deve fare i conti con lo shock prodotto dall’inchiesta, che di certo non sta contribuendo a far chiudere la lista. Paiono lontanissimi, dunque, i tempi delle battaglie per un posto in squadra tra le diversi correnti. Anche in questo caso, l’inchiesta della Procura ha portato all’anno zero o quasi. Al momento ci sono alcuni territori da coprire, come quello di San Martino in campo e in colle, dove però si sta già lavorando a una candidatura (probabilmente una donna) alternativa a quella di Mirabassi, e nella zona nord dove la bocciana Borghesi correrebbe solo se affiancata da altri candidati.
Twitter @DanieleBovi
