lunedì 14 ottobre - Aggiornato alle 08:02

La competizione Lega-Progetto Perugia centrale per l’equilibrio dell’ipotetico Romizi bis. Giustozzi con Fdi

Domenica con il sindaco la conferenza programmatica della lista che si pone l’obiettivo della doppia cifra. La variabile leghista e l’elettore medio di Salvini

Il manifesto in vista dell’appuntamento di domenica

di Daniele Bovi

Uno dei fattori più interessanti del voto di maggio sarà la competizione tutta interna alla coalizione che sosterrà Andrea Romizi. La campagna elettorale del sindaco uscente di fatto partirà domenica al Mater Gratiae di Montemorcino, dove è in programma la conferenza programmatica di Progetto Perugia. Da tempo vanno avanti i tavoli tematici in cui si parla di ambiente e cura del territorio, bilancio e tasse, innovazione e sviluppo economico, mobilità, politiche giovanili e scuola, sicurezza, turismo, cultura e welfare; a Montemorcino si farà il punto su tutti questi temi con proposte che saranno parte integrante del programma. La lista, espressione di pezzi del mondo cattolico cittadino, era già presente nel 2014 ma ora si pone obiettivi più grandi. Se cinque anni fa raccolse il 4,8%, il target per fine maggio è quello della doppia cifra con lo scopo di riequilibrare la forza della Lega con la quale il sindaco, nonostante il pressing arrivato da più parti, non ha voluto rompere.

La lista del sindaco Dentro ci saranno alcuni assessori uscenti come Cicchi, Casaioli e Wagué, il presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano, i consiglieri uscenti Numerini e Vignaroli, il giovane Nicola Volpi (genero del turbo-cattolico Sergio De Vincenzi, consigliere regionale e comunale) e altri ancora. Il lavoro è già a buon punto e ovviamente rispetto a cinque anni fa, col profumo della vittoria nell’aria, coinvolgere le persone è operazione assai più semplice. Sempre più Progetto Perugia è diventata la lista del sindaco uscente, a partire dal cambio del simbolo: cinque anni fa la parte superiore era occupata dalla scritta «Progetto Perugia», oggi ridimensionata e spostata in basso per far posto a «Romizi sindaco». Tra i grandi ispiratori non solo l’assessore uscente, che non si ricandiderà, Francesco Calabrese, ma anche Pietro Laffranco, da tempo in rotta con Forza Italia e pronto a mettere sul tavolo la sua forza elettorale per Varasano.

La variabile I voti raccolti da questa lista in caso di vittoria saranno centrali per permettere a Romizi di trattare con la Lega da una posizione di forza visti i problemi di FI, data lontana dalla doppia cifra. Nei conciliaboli lungo corso Vannucci chi fa di conto dentro la coalizione del sindaco ipotizza come possibile dato di partenza quello del 40-45%. La grande variabile è rappresentata dal risultato della Lega: che percentuale toccherà il partito in quella Perugia dove, alle politiche, è passata dai 500 voti del 2013 ai 15.500 del 4 marzo scorso? Un boom di Salvini potrebbe portare Romizi a una vittoria al primo turno, ma le variabili da prendere in considerazione sono moltissime. Ormai ogni votazione rappresenta una storia a sé, con grandi spostamenti di elettori e conseguente volatilità elettorale. Sullo scacchiere inoltre bisogna tenere conto di diversi fattori come la forza del voto di opinione e la capacità di attrazione della lista (alle regionali abruzzesi la Lega ha ottenuto, M5S a parte, la percentuale più bassa di preferenze rispetto ai voti conquistati).

Partite diverse A fine maggio poi l’elettore si troverà in mano due schede, quella per le comunali e quella per le europee: ci sarà l’effetto traino? Da questo punto di vista una lezione è arrivata nel 2014, quando il Pd ha ottenuto un risultato double face: 48, 5% alle europee e 35% alle comunali. Insomma, il cittadino-elettore sa valutare caso per caso e non bisogna dimenticare che le elezioni amministrative, le quali vivono anche di particolari dinamiche molto legate alle persone e ai territori, sono una partita molto diversa rispetto a quella delle politiche. Tutto da valutare infine l’effetto sull’elettorato perugino di questo anno di governo gialloverde e della campagna elettorale permanente di Salvini. Chi è il sostenitore medio della nuova Lega e quanto è presente a Perugia?

L’elettore medio A livello nazionale in una delle più recenti e interessanti analisi sul partito del vicepremier (scritta da Passarelli e Tuorto per Il Mulino) si traccia una sorta di identikit: in generale rispetto all’età bossiana c’è una normalizzazione dell’elettorato, dove domina la fascia media (bassa la presenza di under 35, disoccupati e dipendenti pubblici), dove ci sono più donne e dove sono più frequenti le persone ben inserite nel mercato del lavoro. Fattori che hanno inciso sulla domanda politica espressa. L’elettore medio di questa ‘nuova’ forza politica, più chiaramente orientata a destra e di religiosità media, è dunque un 50enne relativamente sicuro del suo posto, probabilmente preoccupato più della perdita del potere d’acquisto del suo salario o della pensione futura che di precarietà e disoccupazione; temi che spiegano il grande investimento fatto dalla Lega contro la Fornero («quando Salvini ha cominciato ad attaccare la Fornero – confessava giorni fa a Terni un militante arrivato per sostenere il vicepremier – me s’è comprato»). La Lega a Perugia sarà centrale anche per l’opposizione, che ne agita lo spauracchio per dipingere un Romizi ostaggio e succube dei salviniani anche se, fa notare un assessore, il sindaco sulla sua scrivania può sempre tenere carica la pistola delle dimissioni, senza dimenticare che l’appeal del ‘brand’ Romizi a Perugia potrebbe essere più alto di quello di Salvini.

Giustozzi con Fdi Intanto va avanti il lavoro di scouting anche da parte degli altri alleati di Romizi. Fratelli d’Italia, che a Perugia si regge sull’asse formato da Marco Squarta e dal deputato Emanuele Prisco (un duo che in questi cinque anni è stato un punto di riferimento politico per il sindaco), schiererà nella sua lista anche Fotinì Giustozzi, direttrice della omonima concessionaria automobilistica perugina, titolare del Centro Porsche di Perugia e nipote di Manlio Giustozzi, pioniere del settore nel Centro Italia. Tra i nomi della formazione, come emerso nelle settimane scorse, anche quello dell’avvocato Michele Nannarone.

Twitter @DanieleBovi

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