di Maria Sole Giardini

‘Offerta vincolante di acquisto delle reti del gas, di proprietà di Terni Reti srl, da parte della società Umbria Distribuzione Gas (Udg) spa’ questo il primo punto all’ordine del giorno del consiglio Comunale di lunedì. La giunta Latini trova che 23,8 milioni di euro sia «una cifra ridicola per il patrimonio messo sul mercato» e la massima assise cittadina concorda. Il parere espresso dall’esecutivo sulla compravendita ha incassato 18 voti favorevoli e 10 di astensione. L’operazione, seppure non è andata in porto ha gettato però ombre sulla tenuta finanziaria della società partecipata al 100% dal Comune che gestisce parcheggi, Ztl, aviosuperficie e aspira al parco di Cardeto. Da due anni infatti, per effetto di un cortocircuito legato a scadenze tralasciate, Terni reti non può più contare su entrate annuali da ben tre milioni di euro, quelli che per contratto le spettavano proprio da Udg. L’opposizione chiede lumi a strettissimo giro sulla situazione finanziaria della società.

La gestione del gas a Terni  Effettivamente a leggere le carte (124909 proposta con segnatura-2)  sembrava che il destino della rete gas – oltre 400 chilometri – affidata a Terni Reti, società partecipata al cento per cento dal Comune di Terni, fosse segnato. Ma la questione è più complessa. Per sintetizzare al massimo diciamo che la società Umbria distribuzione gas gestisce dal primo agosto 2007 la distribuzione del gas nella città di Terni con circa 50mila contatori attivi. L’affidamento, contestato dalla maggioranza attuale per i modi e i termini contrattuali in cui fu stipulato al tempo, però aveva una validità di 12 anni ed è scaduto il 31 luglio 2019. Il contratto di servizio prevedeva che Udg versasse a Terni reti ‘un corrispettivo annuo stimato all’atto dell’aggiudicazione della gara ad oltre 3 milioni più iva. Il meccanismo si è però inceppato un paio di anni fa. ‘A seguito della scadenza del termine finale del contratto di servizio (31/07/2019), la società Udg si è limitata a versare solo l’importo fatturato per il periodo agosto 2019  pari a euro 1.807.121,67 +Iva, con la specifica che lo stesso è stato corrisposto solo a titolo di anticipo su corrispettivo da ridefinire a seguito della scadenza della concessione e delle mutate condizioni del contesto economico’. Successivamente, Udg si è resa ‘disponibile a riconoscere a titolo di canone omnicomprensivo per l’annualità 2019/20 per euro 341.361 il cui valore è inferiore di oltre il 90% rispetto a quello atteso da Terni reti in virtù del contratto di servizio in proroga’.

Il contenzioso Terni reti- Udg Tra le due società è in atto un contenzioso – una, Terni reti, di completa proprietà di Palazzo Spada, e l’altra, Udg costituita da Italgas spa al 45%, da Asm Terni spa al 40% e da Acea spa al 15 %. Contestualmente all’iter legale si apre però anche una trattativa per ‘l’acquisto della piena proprietà, libera da gravami, della rete gas’. Udg ha fatto la sua offerta per una cifra pari a 23,8 milioni di euro specificando infine che, al momento del perfezionamento della vendita, questo importo sarebbe stato ‘decurtato’ dei soldi già versati per i canoni 2020 (1,8 milioni). Ma la vendita avrebbe significato per il Comune di Terni rinunciare a un incasso di circa 14 milioni di euro. Conti alla mano l’offerta è stata definita da tutti ‘al ribasso’ e non è stata accettata ma non è tutto così chiaro.

La votazione in consiglio Una tutele del bene pubblico a fronte di una privatizzazione o ancora peggio di una ‘svendita’ avrebbe dovuto per una volta unire tutto il consiglio Comunale ma così non è stato nemmeno nella seduta di lunedì 6 settembre. A mettere ancora una volta i bastoni tra le ruote della maggioranza, più o meno coesa, ci hanno pensato i gruppi di opposizione. Non perché volessero privatizzare la gestione del gas, anzi, tutti compatti hanno chiesto chiarezza su tutta la situazione prima di prendere una decisione che «non aveva – ha dichiarato Gentiletti nessuna urgenza di essere presa oggi». Ci hanno provato prima con un emendamento a firma Alessandro Gentiletti (Senso civico) e Francesco Filipponi (Pd) che chiedeva di ‘verificare immediatamente e con solerzia se la situazione finanziaria di Terni Reti srl sia compromessa’ respinto dalla maggioranza. «Ci tengo a sottolineare – ha dichiarato Gentiletti –  che i consiglieri messi davanti alla possibilità di valutare lo stato di crisi hanno detto no. Il perché non è dato sapersi. Il sindaco è di nuovo assente su questioni importanti. Il mio voto di contrarietà a tutto questo si esprimerà con l’astensione».

Il botta e risposta dei consiglieri Poi il dissenso si è spostato in discussione facendo presente che, «sempre dall’atto si evidenzia un ammanco per la società di oltre tre milioni di euro che decreterebbero il dissesto finanziario» ha evidenziato Filipponi. Dissesto che se confermato prevederebbe misure urgenti. Misure che a detta dell’assessore al Bilancio Orlando Masselli non sono state ancora prese, e soprattutto non sono state ancora pubblicate nel rendiconto di bilancio annuale perché quei soldi sono stati richiesti con decreti ingiuntivi e si spera in qualche modo rientrino nelle casse della società. «Ci è stata fatta da Udg una proposta ‘indecente’ – ha dichiarato il capogruppo della Lega Federico Brizi – non conforme al valore e di quanto spetterebbe, ma abbiamo attivato una delibera con decreto ingiuntivo per il recupero di quelle somme di denaro salvaguardando il valore della rete del gas che fa gola a molti». «Ammettere il fallimento invece avrebbe dato atto ad altre misure più stringenti incompatibili con la voglia, da parte di tutta l’amministrazione di conservare ancora per lungo tempo l’azienda partecipata» ha precisato l’assessore Masselli. A esprimere chiaramente le loro posizioni poi sono stati anche il consigliere Vladimiro Orsini di Cambiamo Italia e Federico Pasculli per il movimento cinque stelle che hanno posto l’attenzione sulla delicatezza della questione e espresso la loro intenzione mantenuta di astenersi «non perché non ho a cuore le sorti della società – ha dichiarato Orsini – ma perché vedo grande confusione. Questa delibera non esclude la vendita rete gas a trattativa privata, sta nelle clausule. Si vada invece verso un piano di ristrutturazione di Terni reti». Ed in effetti a leggere bene l’atto le clausule ci sono. Alla voce ‘Azioni sulla rete gas: sono state avanzate tre diverse opzioni:1 Mantenimento della proprietà della rete, con effetti positivi nel medio-lungo termine,2 Vendita della proprietà della rete in occasione della gara Atem o 3 Vendita della proprietà della rete al distributore Udg spa a condizioni migliori rispetto a quelle contenute nell’offerta vincolante del 24/06/2021’. «A breve – ha tuonato Pasculli-  vogliamo risposte su Terni reti non possiamo non evidenziare che si sia tolto il velo su una situazione che merita chiarezza. Chiediamo verità e trasparenza come i cittadini che ci hanno eletti per rappresentarli». Votazione conclusa con approvazione per 18 voti favorevoli e 10 astenuti.

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