di Daniele Bovi
È finita come previsto, ovvero con la nettissima vittoria di Matteo Renzi. Così come nel resto d’Italia anche in Umbria l’ex premier si impone in modo netto tra gli iscritti ai 230 circoli del Partito democratico della regione, che hanno svolto i loro congressi dal 20 marzo a domenica. In attesa che i dati vengano ufficializzati dalle due convenzioni provinciali i risultati sono questi: Renzi 5.461 voti (75,9 per cento), Andrea Orlando 1.601 (22,2 per cento) e Michele Emiliano, che in Umbria non supera il 5 per cento ottenendo in tutto 137 preferenze (1,9 per cento). In tutto dunque, dato che i tesserati in Umbria si attestano a quota 13.380 (9.700 nella provincia di Perugia e 3.680 in quella di Terni), ha votato quasi il 54 per cento degli aventi diritto (7.199 iscritti), circa 900 persone in più rispetto al congresso del 2013. Proprio sull’affluenza però è certo che si giocherà un pezzo di campagna elettorale in vista del secondo round del congresso, ovvero le primarie aperte del 30 aprile, il cui peso politico dipenderà non solo dalle percentuali ottenute dai tre contendenti ma anche dal numero di persone ai gazebo.
IN 45 UFFICIALIZZANO ADDIO AL PD: I NOMI
I risultati Tra i 161 circoli della provincia di Perugia Renzi ottiene il 78,17 per cento e Orlando il 20 per cento, mentre Emiliano non arriva al 2 per cento. Guardando ai due capoluoghi, a Perugia le percentuali sono molto simili: al voto 987 iscritti su 1.880 (52,5 per cento, in calo rispetto al 60 per cento del 2013), 748 preferenze per Renzi, 17 per Emiliano e 222 per Orlando che in una manciata di circoli riesce a battere l’ex premier (V circoscrizione, Settevalli, Pretola e Colle Umberto). Qualcosa in più Orlando la ottiene a Terni (34,3 per cento contro il 64 di Renzi), dove ha votato il 58 per cento dei tesserati e dove riesce a spuntarla su Renzi a Marmore, Papigno, Collestatte-Torre Orsina e Borgo Bovio-Valserra. In tutta la provincia, dove ha votato il 56 per cento degli iscritti, Renzi ottiene il 70,1 per cento, Orlando il 27,6 per cento ed Emiliano il 2,2 per cento.
I congressi Renzi ottiene una percentuale più alta nelle altre città della provincia come ad esempio Narni (77,5 per cento) e Amelia (78,7), mentre a Orvieto l’ex premier vince con il 64 per cento. Da notare un paio di en plein: 52 iscritti su 52 votano per Renzi a Castel Viscardo e 15 su 15 a Piediluco; nella provincia di Perugia invece 40 voti su 40 per Renzi a Pila, 20 su 20 e 19 su 19 nei circoli Asl 1 e Asl 2, 18-0 a Vallo di Nera, 11-0 in Valtopina, 49-0 a Montecastelli e 20-0 a Lama. Per quanto riguarda le altre città della più grande provincia umbra, l’ex premier vince a Foligno, Bastia, Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio, Città di Castello, Marsciano, Spoleto, Todi e in generale in tutta l’area del Trasimeno. Quanto al resto d’Italia, complessivamente Matteo Renzi ha raggiunto il 68,22 per cento delle preferenze (141.245 voti), Orlando, il 25,42 per cento (52.630 voti) e il governatore della Puglia il 6,36 per cento (13168 preferenze), sopra quel 5 per cento che gli permetterà di accedere alle primarie aperte del 30 aprile.
MAPPA E INFOGRAFICHE: I RISULTATI
Commenti I responsabili umbri della mozione Renzi-Martina esultano e parlano di un «larghissimo consenso, il miglior risultato tra le regioni del centro e del nord, in attesa di conoscere i dati delle regioni del sud». «Il Pd in Umbria è un partito vitale e presente sul territorio» sostiene il segretario regionale Giacomo Leonelli che, in vista delle convenzioni provinciali (5 aprile) e di quella nazionale (9 aprile) auspica che le prime «non rappresentino un mero passaggio formale e senza anima – ancora Leonelli – ma diventino un ulteriore luogo di approfondimento per non mandare sprecata una importante occasione di realizzare uno spazio in cui ciascuno possa dire la sua sul futuro del Pd e del Paese».
Trappolino e Verini Esulta anche Trappolino, segretario del Pd della provincia di Terni: «In tempi come questi – sostiene – in cui avanzano i populismi e si cerca di far passare per buona l’idea che la democrazia si possa esercitare su internet standosene comodamente seduti alla scrivania, è un fatto assolutamente non scontato». «Il calo – continua Trappolino – seppur lieve della partecipazione rispetto al 2013 (di poco sopra i tre punti in termini percentuali anche se in termini assoluti i votanti crescono di qualche centinaio) e una partecipazione al voto in molti casi più consistente di quella al dibattito, sollecitano una doverosa riflessione sullo stato di salute del partito». Di «partecipazione importante» parla anche il deputato Walter Verini, «ancora più importante – dice – se paragonato al brutto spettacolo dato da partiti fintamente innovatori, dove votano in pochi con qualche clic e, se i risultati non piacciono al Capo, vengono annullati come Beppe Grillo ha fatto a Genova».
Gli orlandiani Il coordinamento umbro della mozione Orlando parla poi di «risultato positivo» nonostante «l’enorme squilibrio di mezzi di comunicazione, apparato e adesioni di gruppi dirigenti e rappresentanti istituzionali rispetto a Renzi, che così come in altre regioni, c’è stato anche in Umbria a cui peraltro va quello che Macaluso definisce il voto ‘conformista’, di chi per vota sempre il segretario». «Rimane la preoccupazione, a livello nazionale – continua la mozione Orlando – per alcune situazioni imbarazzanti che ci auguriamo possano essere chiarite, con trasparenza e correttezza a tutela di tutti, nei prossimi giorni; in Umbria questo non è accaduto, anche se qualche dato singolare per affluenza e risultato c’è stato e per la realtà di Amelia, dove si è evidenziato dato anomalo sul tesseramento e perciò abbiamo scelto di non presentare la nostra lista (situazioni che comunque non scalfiscono in alcun modo il dato finale)Rimane il rammarico per un dato sulla affluenza che in alcuni casi è chiaro sintomo di un partito da rifondare: abbiamo assistito ad assemblee di circolo dove è stata alta la partecipazione al voto, ma molto bassa quella al dibattito». La promessa ora, in vista del 30 aprile, è quella di lavorare «fuori dal Pd, in mezzo alla gente».
