Meloni e Pensi (foto U24)

di Daniele Bovi

«Fase nuova, fase nuova, fase nuova». Il duo Andrea Pensi-Simona Meloni lo ha ripetuto tre volte martedì mattina nelle sede del Pd umbro spiegando i perché della candidatura alla segreteria regionale. Una corsa dalla quale, nonostante la discesa in campo di Gianpiero Bocci, non hanno alcuna intenzione di ritirarsi. E che nessuno dica che la loro è la candidatura di Giacomo Leonelli: «Abbiamo una rete – assicura Pensi – che va ben oltre il mondo a cui fa riferimento lui». L’ex segretario dunque ci sarà, ma non sarò l’unico ‘sponsor’. Sia il sindaco di Gualdo Cattaneo che Meloni hanno fatto parte della segreteria Leonelli, frutto dell’accordo tra i maggiorenti umbri del Pd, ma ora il quadro si è rimescolato: «Bocci? È una figura molto autorevole – dice Pensi – ma sarebbe andato bene due o tre anni fa; mi pare che non si tenga conto di cosa è successo nella regione negli ultimi tempi». Insomma, il clima si scalda.

VIDEO – PENSI: «CON NOI FASE NUOVA»

GIUBILEI, IL CENTROSINISTRA STRINGE 

Rigenerazione Al momento i due possono contare su una rete di 150 volontari per raccogliere le firme che servono: per presentare una candidatura infatti ne occorrono da un minimo di 150 a un massimo di 500 in entrambe le province, e il 10% almeno devono arrivare da quella di Terni. Il duo Pensi-Meloni, che punterà sullo slogan «Rigenerazione democratica», sottolinea più volte un concetto, cioè quello del coinvolgimento dal basso. Al momento infatti non c’è una vera e propria mozione a sostegno della candidatura bensì una bozza; questo perché «il programma sarà scritto sulla base di una campagna di ascolto dei circoli. Le nostre proposte saranno scritte da territori e attivisti, e le liste per l’assemblea le faremo sulla base di questo percorso». E in caso di vittoria «governeremo il partito senza rispondere alle correnti, che vanno superate».

BOCCI SCENDE IN CAMPO 

Discontinuità Le stesse correnti che in passato avevano partorito la segreteria Leonelli: «Sì spesso i segretari sono stati eletti su base consociativa – dice il sindaco – per il bene dell’unità; ma un minuto dopo le minoranze hanno cominciato a delegittimare, questa è stata l’esperienza di quella segreteria». L’altro tema sul quale Pensi e Meloni spingono è quello della «discontinuità dei gruppi dirigenti: dobbiamo chiederla senza esitazione, con forza e serietà, e puntare a un Pd che recuperi radicalità». La loro sarà una candidatura indipendente dalle dinamiche nazionali e sul punto arriva una stoccata a Bocci, che potrebbe appoggiare Minniti nel caso questo si candidasse: «Vedo un tentativo da parte di altri – dice Pensi – di affiliarsi a candidature ancora non in campo; noi respingiamo qualsiasi affiliazione, anche a pseudo correnti del Pd umbro».

CONGRESSO PD: ECCO IL PERCORSO

Candidati unitari Respinta al mittente anche un’altra critica: «Noi ex renziani transitati con Zingaretti? Falso, noi rivendichiamo autonomia e valuteremo i diversi progetti nazionali». A non convincere è anche il dibattito su una mitica «candidatura unitaria»: «Da altre parti – attacca il sindaco – c’è la sensazione di un percorso diverso, dove prima si fa un accordo o un cartello per individuare un candidato presuntamente unitario; si punta a costruire una vittoria a tavolino mortificando la richiesta di partecipazione e diritto di tribuna che la gente fuori e dentro il Pd chiede». Secondo Pensi poi «appare alquanto singolare che l’appello per una candidatura di tutti venga da chi qualche mese fa ha affossato quella di Verini, che si era proposto come traghettatore». Per l’unità insomma c’è tempo: «Arriverà dopo il congresso, con capacità di sintesi».

Il percorso Quello che Pensi e Meloni vogliono dunque è «un percorso anti individualistico e, in prospettiva, anche un dialogo più serrato con la giunta regionale: «Serve un’accelerazione forte – dicono i due – su alcuni temi come l’abbattimento delle liste di attesa, lo sviluppo economico, a sanità, le infrastrutture». «Siamo due amministratori – spiega Meloni – che sanno bene quali sono le difficoltà dei cittadini. Il congresso non dovrà essere un campo di battaglia sul quale pugnalarsi a vicenda». Entro il 7 novembre andranno depositate le candidature, poi tra il 10 e il 25 a votare saranno i circoli; entro il 7 dicembre andranno depositate le liste e infine il 16 dicembre sarà la volta delle primarie aperte.

Twitter @DanieleBovi

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