mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 22:25

Regionali. Buco di bilancio, da Montefalco: «Tesei dici bugie a tutta l’Umbria. Ecco i conti»

Dopo l’intervista della candidata alla presidenza della Regione,  la risposta dell’opposizione: «Tu insulti tutti gli umbri»

Donatella Tesei

di Maurizio Troccoli

Il buco finanziario di Montefalco sta caratterizzando questa campagna elettorale nè più nè meno di quanto era possibile prevedere. A pochi giorni dall’intervista di Umbria 24 alla candidata per il centrodestra Tesei che, sul punto, ha risposto indicando un disavanzo di soli 320 mila euro, si fanno sentire da Montefalco, con un documento dettagliato di cifre, provvedimenti certificati e delibere, bollando come «menzogne» le dichiarazione della favorita alla presidenza della Regione Umbria.

La lettera «Ci risiamo – scrive il gruppo consiliare ‘Siamo Montefalco’ nella lettera inviata alla nostra redazione – Donatella Tesei continua a mentire, mostrando di non volersi assumere alcuna responsabilità sullo stato disastroso in cui ha lasciato il Comune di Montefalco. In un’intervista rilasciata in questi giorni a Umbria 24, a cui noi stessi ci siamo rivolti, la candidata leghista alla presidenza della Regione, ha affermato che il disavanzo “tecnico” del Comune di Montefalco ammonta a soli 320 mila euro. Da dove ha preso questa cifra non si sa. Eppure la Tesei dovrebbe conoscere i numeri reali, visto che sono contenuti nei documenti ufficiali che lei stessa ha approvato quando era sindaco di Montefalco. Documenti che, per altro, sono atti pubblici e quindi reperibili da tutti».

I numeri L’opposizione di Montefalco offe una sintesi delle cifre che a loro avviso indica questo Comune come un caso in Umbria: «Come si legge chiaramente dal prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione al 31-12-2018, allegato al Rendiconto consuntivo approvato dalla Giunta Tesei, il disavanzo accertato – scrivono – non è di 320 mila euro, ma è di ben 1.617.672,16 euro, che spalmato sui 5626 abitanti di Montefalco, produce un “disavanzo pro-capite” di ben 287 euro. Un valore, va detto, superiore a quello di grandi Comuni con problemi finanziari come Perugia (disavanzo/abitanti: 204 euro) e Terni (disavanzo/abitanti: 233 euro)».

«Nessuna eredità del buco» Provano quindi a tracciarne la storia stabilendo come ulteriore «bugia» quella secondo cui la situazione finanziaria negativa affonda le radici nella passata amministrazione e indicando, di anno in anno, durante il governo di centrodestra, il dimagrimento progressivo delle casse: «Nel 2009 la Tesei è diventata sindaco di un Comune i cui conti erano in prefetto ordine e lo ha lasciato nel 2019 in una delle peggiori situazioni finanziarie della Regione. In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori da parte della destra: hanno detto che i mali finanziari del Comune di Montefalco sono eredità della precedente amministrazione di centro sinistra. È del tutto falso: dal prospetto riepilogativo del triennio 2010-2011-2012, si legge come di anno in anno si sia via via assottigliato l’avanzo d’amministrazione, che passa da 146 mila euro nel 2010 a 43 mila euro nel 2012. Inoltre, nel 2009 la disponibilità di cassa del comune di Montefalco era di ben 4 milioni e 226 mila euro. Già nel 2010, dopo un solo anno di amministrazione Tesei, scendeva a 2 milioni e 222 mila euro, per passare a 1 milione e 543 mila euro nel 2011 e a 919 mila euro del 2012».

«Record disavanzo» Quindi l’intervento della Corte dei conti su «entrate fittizie per un milione e mezzo» e la cifra «record» del disavanzo: «In merito poi alla gestione 2014 – si legge ancora nella lettera -, la sezione di Perugia della Corte dei Conti è intervenuta pesantemente nei confronti del Comune tramite un’apposita deliberazione in cui ha avuto da eccepire sui conti e in particolare sul calcolo dei residui attivi posti a bilancio, ordinando al Comune di depennarne circa 1 milione e mezzo. Si trattava di entrate fittizie che l’ente di Montefalco continuava a mettere a bilancio per fingere che fosse in equilibrio. E infatti, è stato a seguito di questo atto da parte della Corte dei Conti che si è prodotto il grosso del disavanzo del Comune di Montefalco. Nel 2018, questo disavanzo si è incrementato di ulteriori 367 mila euro, arrivando alla cifra record di 1.617.672,16».

Il rapporto con i Comuni umbri Chi scrive fa sapere alla redazione di avere compiuto uno studio sui Comuni umbri per verificare se ci fosse qualcosa di simile a quanto accaduto a Montefalco: «La Tesei nel 2009 ha preso un Comune i cui conti erano in perfetto ordine e l’ha lasciato nel 2019 in una delle situazioni finanziarie peggiori dell’intera Regione. E non è affatto vero, come afferma la Tesei, che i problemi di Montefalco sono del tutto paragonabili a quelli di altri Comuni. Anzi, non c’è niente di più falso: nessuno dei Comuni limitrofi ha chiuso il bilancio 2018 in negativo (disavanzo). È vero il contrario: la maggior parte di questi Comuni ha chiuso con un cospicuo positivo (avanzo): Foligno ha chiuso con + 1 milione e 977 mila euro di avanzo; Cannara ha chiuso con + 527 mila euro di avanzo; Spello ha chiuso con + 283 mila euro; Castel Ritaldi con + 205 mila; Gualdo Cattaneo con + 160 mila euro; Giano dell’Umbria con + 74 mila euro; Trevi con + 46 mila euro; Campello sul Clitunno ha chiuso con + 41 mila euro; soltanto Bevagna ha chiuso in negativo, anche se con un disavanzo pressoché pari a zero, ovvero di soli 411 euro. Dove sono questi Comuni umbri che si trovano nella stessa situazione di Montefalco?».

«Un buco ancora più grande» Stando a quanto denunciato da ‘Siamo Montefalco’ anche con una mole di documenti allo studio di questa redazione la situazione del ‘buco finanziario’ potrebbe essere persino peggio di quella indicata: «Abbiamo elementi oggettivi per affermare che sia ancora più grave di quanto già emerso dal Rendiconto 2018. Basti pensare che l’amministrazione, soltanto a febbraio 2019, si vedeva costretta a chiedere una anticipazione di cassa straordinaria (dell’ammontare di 1,2 milioni di euro) per pagare debiti verso fornitori che non riusciva a onorare, avendo le casse del tutto vuote (questo in aggiunta al disavanzo di 1,6 milioni). Ma non finisce qui: a luglio scorso, subentrata la nuova amministrazione (con a capo Luigi Titta, ex vicesindaco per 10 anni nella Giunta Tesei), la nuova responsabile dell’area finanziaria, la dott.ssa Paglialunga, in sede di verifica degli equilibri di bilancio, ha ritenuto di dover tagliare ben 400 mila euro dalle entrate, che a suo avviso erano state sovrastimate nel bilancio preventivo approvato appena qualche mese prima. Quindi, per scongiurare altri 400 mila euro di disavanzo è stato necessario varare una manovra di riassestamento “lacrime e sangue” in cui l’amministrazione ha tagliato spese per servizi essenziali (scuola, sociale, sport, manutenzioni, servizi base) e ha aumentato in modo retroattivo l’addizionale Irpef, mentre sia Imu che Tari erano già applicate al massimo valore o quasi. Nella stesse sede, la dott.ssa Paglialunga ha precisato di non aver messo mano sugli 11 milioni di euro di residui attivi iscritti a bilancio. Ecco perché, come gruppo di minoranza, abbiamo presentato una mozione in cui chiedevamo di poter effettuare tutte le verifiche del caso, ma l’11 settembre scorso, il sindaco e la maggioranza hanno ritenuto di non far passare la nostra mozione, adducendo come motivazione il fatto che avessero avviato già un processo di verifica, avvalendosi della consulenza di un tecnico di loro fiducia. Insomma, pur non avendo negato l’esistenza di un grosso problema circa quegli 11 milioni di euro di residui attivi, hanno continuato imperterriti a voler lavare i panni sporchi in casa loro, come si suol dire. Peccato che il Comune non sia casa loro ma sia la casa di tutti».

Gli esposti a Anac e Procura Si passa quindi alle carte bollate: «Visto che non ci hanno consentito di fare piena luce nelle sedi istituzionali, abbiamo preparato due esposti: sono quasi ultimati e nei prossimi giorni saranno trasmessi alla Procura della Repubblica e all’Anac. Sarà in queste sedi che si chiariranno le responsabilità contabili e amministrative dietro il disastro finanziario del Comune di Montefalco».

«Insulto agli umbri» Non nascondono gli autori della lettera di essere pienamente consapevoli del fatto che il loro bersaglio oggi non è semplicemente il sindaco di un piccolo Comune ma il presumibile presidente di tutta la Regione e parlano di un «insulto agli umbri»: «Teniamo a precisare che noi del Gruppo consigliare ‘Siamo Montefalco’, stiamo portando avanti un lavoro di capillare verifica, finalizzato a salvaguardare gli interessi di tutti i cittadini di Montefalco. Non era nostra intenzione prendere posizione su quello che sta accadendo in Regione. Anzi, la vicinanza con le elezioni gioca a nostro svantaggio: permette a chi ha motivo di voler nascondere la verità di affermare che il nostro sia solo un modo per dare fastidio a qualcuno. La verità presto o tardi emergerà. Di questo siamo certi. Tuttavia, di fronte alle palesi menzogne della candidata leghista alla presidenza della Regione, non possiamo tacere: il suo atteggiamento è un insulto non solo ai cittadini montefalchesi che ora rischiano di pagare le spese della mala gestione, ma anche a tutti gli umbri, che meritano verità. Crediamo che, al di là della semplice gravità della situazione sopra descritta, non sia assolutamente tollerabile che un candidato alla Regione affermi il falso di fronte a tutti i cittadini elettori: gli atti approvati dalla stessa Tesei parlano chiaro e lo sanno anche i bambini che le bugie hanno le gambe corte».

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