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Un treno Frecciarossa

L’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella, è tornato sui temi dell’alta velocità, che hanno animato il dibattito nelle ultime settimane. Lo ha fatto rispondendo a una interrogazione di Claudio Ricci, nel question time in Consiglio regionale. Nessuna particolare novità, piuttosto un ribadire alcuni concetti, mentre si apprende che la riunione sulla stazione Medioetruria, che doveva svolgersi al ministero a inizio maggio, è stata rinviata.

Vero problema è binario unico «L’implementazione di collegamenti ferroviari veloci con il Sud e il Nord Italia – ha detto Chianella – è resa particolarmente complicata dalla situazione infrastrutturale, vale a dire dalla nostra rete complementare a semplice binario che mal si presta a circolazione di treni che superano agevolmente la velocità di fiancata di 160 km/h. La stessa direttissima Orte-Roma, a breve, sarà percorsa da treni che dovranno avere velocità di fiancata e dopo il 2010 non inferiore a 200 km/h. Per scongiurare il rischio di marginalizzazione, derivante da scelte governative precedenti che di fatto hanno isolato la regione dell’Umbria, il Piano regionale dei trasporti propone la realizzazione di questa nuova stazione a ‘V’ che permetterà di realizzare parte dell’offerta dei servizi circolanti sulla linea direttissima».

Frecciarossa «Come Regione – ha aggiunto l’assessore – abbiamo interessato Trenitalia di verificare se tecnicamente è possibile utilizzare un Frecciarossa ‘allungandolo’ da Arezzo verso Perugia, ma su questo non abbiamo ancora avuto risposta. La questione relativa al ‘Tacito’ è tecnicamente non praticabile perché interessa quattro regioni. Si tratta di una proposta che circola da oltre venti anni e non è mai stata praticata per oggettive difficoltà. Va inoltre precisato che servizi dell’Alta velocità non rientrano nella gestione ordinaria del contratto di servizio». Quanto all’esempio della Basilicata «ha avuto un costo di 3 milioni e 200 mila euro, ma si tratta di treni che portano velocità di poco superiore ai 70 km/h».

Frecciabianca Relativamente alla fermata alla stazione di Spoleto dei treni Frecciabianca, «ribadiamo l’impegno per il ripristino del servizio – ha detto Chianella -, sebbene a decorrere dal 2014 c’è una corposa corrispondenza con Trenitalia dove la Regione ha chiesto l’attivazione, anche se in modo sperimentale della fermata. Recentemente abbiamo richiesto nuovamente a Trenitalia, soprattutto per il periodo di giugno, quando si svolgerà il ‘Festival’ di Verificare la possibilità di una fermata del Frecciabianca, ma al momento non abbiamo avuto risposta».

Ricci: «Problema politico, non tecnico» Nella replica, Ricci ha detto di concordare sulla «priorità dei raddoppi ferroviari Spoleto-Terni e Foligno-Terontola. Ma il contenuto della mia interrogazione rappresenta un punto politico: o si decide che si tratta di un servizio prioritario per l’Umbria e lo si attiva, o si dice che non lo è. Si tratta di una scelta, e non di un problema tecnico».

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