Il Prc chiede le dimissioni di Orfeo Goracci

di Dan. Bo.

La segreteria regionale di Rifondazione Comunista regola i conti con il partito di Gubbio, con il quale le divergenze vanno avanti da mesi, e in una giornata convulsa da una parte chiede le dimissioni dalla vicepresidenza del consiglio di Orfeo Goracci e avvia le procedure per la sospensione di Maria Cristina Ercoli; dall’altra, insieme a Pdci e Socialismo2000, mette nero  su bianco che a Gubbio, dove la Ercoli era stata silurata giorni fa dal sindaco Guerrini, la Federazione della Sinistra rimane in maggioranza. Gli avvisi di garanzia che hanno colpito Goracci ed Ercoli, accusati dalla procura della Repubblica di Perugia di concussione e abuso d’ufficio, si intrecciano quindi con i rapporti politici ormai logorati tra i vertici perugini del partito e quelli eugubini, Ercoli e Goracci in testa.

Massima fiducia nella magistratura Con procedura sprint così il segretario regionale Stefano Vinti insieme al resto della segreteria, dopo le ovvie parole sulla «massima fiducia nell’operato della magistratura» e dopo l’auspicio «che i compagni coinvolti possano dimostrare la propria estraneità ai fatti», ribadiscono «con forza e determinazione tanto la necessità che i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni debbano sempre dimostrare una specchiata etica pubblica, quanto la convinta osservanza del principio garantista della presunzione d’innocenza». Le dimissioni di Goracci, che si è anche autosospeso dal partito, vengono quindi chieste «al fine di salvaguardare l’istituzione e di mettere lo stesso consigliere nelle condizioni migliori possibili per poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati». Le eventuali dimissioni dell’ex sindaco eugubino aprirebbero però un problema a palazzo Cesaroni, dove Goracci in queste settimane ha fatto le veci del presidente Eros Brega, convalescente a causa di un malore e anche lui «avvisato» nell’ambito dell’inchiesta della procura di Terni sugli Eventi valentiniani. Due «avvisi» con i quali il centrosinistra dalla prossima settimana deve fare i conti.

Il caso Gubbio Quel centrosinistra che Vinti, insieme al Comunista Italiano Giuseppe Mascio e al coordinatore regionale di Socialismo 2000 Franco Calistri, non ha alcuna intenzione di rompere. Una rottura definita «politicamente incomprensibile in primis agli elettori eugubini che hanno sostenuto con il loro voto la Federazione». In una nota poi i tre spiegano che la FdS rimane a sostegno del sindaco Guerrini, del quale si rileva «un sostanziale rispetto degli impegni programmatici in questa prima fase di governo». «E’ per questo – continuano – che siamo convinti che le problematiche emerse dentro al centrosinistra in merito alla composizione della giunta possano essere affrontate in tempi rapidi mettendo in condizione tutte le forze politiche di contribuire fattivamente al governo della città per affrontare le sfide che ci attendono». Nella stessa giornata così, da una parte viene «risolto» il caso Goracci mentre dall’altra si ricompone la frattura tra la sinistra e gli alleati di governo nella città dei Ceri.

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