domenica 20 agosto - Aggiornato alle 19:16

Gualdo Tadino, Facebook blocca lo spot della mostra: bollino rosso per ‘Seduzione e potere’ di Sgarbi. «Nulla da occultare»

Per i nudi di Tiepolo e Cagnacci il social network non consente «l’uso di immagini o video di nudo o scollature troppo profonde, anche se per fini artistici o educativi»

Francesco Cairo, Maddalena portata in cielo dagli angeli

di D.N.

Si prefigura un Ferragosto caldo a Gualdo Tadino poiché la nuova mostra di Vittorio Sgarbi, ‘Seduzione e potere’, si aggiudica un bollino rosso da parte Facebook che indica come non appropriate ad un pubblico non adulto le meravigliose opere d’arte che raccontano la bellezza femminile tra Cinquecento e Settecento.

Lo stop di Facebook La mostra frutto di una lunga ricerca durata mesi, che ha visto la co-curatela dello storico dell’arte Antonio D’Amico, persegue squisitamente scopi culturali, artistici e di alta valenza didattica per la presenza di grandissimi maestri dell’arte italiana, da Simone Peterzano, maestro di Caravaggio a Milano, ai Tiepolo Giambattista, Giandomenico e Lorenzo. A nulla è valso l’appello del Polo Museale di Gualdo Tadino che semplicemente chiedeva la divulgazione, a fronte di una sponsorizzazione, dello spot della mostra già in onda su diverse emittenti. Dalla stessa società di gestione di Facebook è arrivata netta e definitiva la seguente risposta: «Dal momento che non rispetta le nostre normative pubblicitarie in quanto promuove prodotti o servizi per adulti, la sua inserzione non può essere approvata. Non è consentito l’uso di immagini o video di nudo o scollature troppo profonde, anche se per fini artistici o educativi».

Seduzione attraverso immagini femminili «La mostra dal canto suo – sottolinea il critico Vittorio Sgarbi – presenta la seduzione attraverso una serie di immagini femminili che nella letteratura, negli episodi biblici, nella mitologia, nella storia e nella quotidianità, hanno saputo dominare con il potere delle intenzioni e grazie a una delicata bellezza. Nulla pertanto di poco lecito o da occultare alla visione dei più piccoli, poiché si tratta di opere d’arte, che ci permettono di ammirare l’epoca Barocca e Rococò in tutto il suo splendore: dalla maga Circe che seduce con i suoi incantesimi, alla delicata ritrosia di una giovane Rebecca al pozzo, alla forza penetrante di Maddalena, all’intrepida esaltazione di Giuditta, fino alla determinazione di Betsabea che seduce per la conquista del potere, per arrivare alla superlativa sensualità di Armida e Cleopatra, donne che attraggono per il loro irresistibile fascino».

Il sindaco «indignato» A intervenire sul caso è anche il sindaco Massimiliano Presciutti secondo il quale parla di «un atto di censura inaccettabile che non può essere tollerato. Paragonare capolavori assoluti dell’arte italiana che spaziano dal ‘500 al ‘700 molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico, a cose  se che non possono essere mostrate a un pubblico che non ha ancora raggiunto la maggiore età è una dimostrazione di ignoranza assoluta ed una mancanza di rispetto nei confronti di una intera comunità.  Sono profondamente indignato per quanto accaduto, tutto ciò non può passare in sordina, sarà mia cura informare puntualmente le istituzioni regionali e nazionali su quanto accaduto per chiedere l’immediato ripristino della possibilità di far godere anche in rete alcune pillole di un evento culturale di enorme rilievo nazionale e internazionale che abbiamo costruito grazie al contributo di tanti privati e delle istituzioni».

Info mostra La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 e il personale, senza alcun costo aggiuntivo, è presente in mostra per condurre su prenotazione le visite guidate, ad adulti e bambini, attraverso questo affascinante viaggio nella storia e sulla donna nell’arte. Per informazioni è possibile contattare lo 075.9142445 o scrivere a [email protected]