Il tavolo in Confindustria

di Iv. Por.

Arriva un primo punto fermo nella giornata decisiva per la vertenza Perugina: la cassa integrazione è possibile, seppure solo a certe condizioni. A chiarirlo sono stati i tecnici del ministero del Lavoro, che hanno incontrato stamane a Roma la Regione Umbria, rappresentata dal direttore Luigi Rossetti, e la Nestlé.

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Solo da 15 maggio In quella sede, l’azienda ha informato ministero e Regione sullo stato di avanzamento del piano di ricollocazione degli esuberi. A fronte di ciò, i rappresentanti del ministero hanno puntualizzato che ci sono ancora oltre quattro mesi di tempo per attuarlo. È stato altresì precisato – spiega una nota della Regione Umbria – che «l’azienda potrà avanzare richiesta di cassa integrazione straordinaria ex comma 133 della legge 205/2017 (legge di bilancio 2018) non prima del 15 maggio, vale a dire nei due mesi precedenti la scadenza della cassa integrazione straordinaria attualmente goduta, qualora il piano di recupero occupazionale non abbia prodotto gli obiettivi indicati dall’azienda».

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Cosa succede La traduzione è la seguente: è superato l’ostacolo degli investimenti che era stato opposto alla Nestlè durante il primo incontro tecnico al ministero. Gli investimenti, infatti, proseguono per il piano marketing ben oltre il 30 giugno prossimo. Quindi i requisiti per la richiesta della cigs ci sono tutti. Però la cassa ci sarà solo per chi resterà fuori dal piano di ricollocamenti che, qualora fossero «congrui» secondo la legge (parità di salario, distanza casa-lavoro etc etc), potrebbero obbligare i lavoratori a una scelta tra accettarli o meno senza il paracadute della cigs. Di fatto l’ammortizzatore verrà richiesto a fine maggio solo per coloro che resteranno fuori dal piano e senza una possibilità di ricollocamento.

Il quadro In pratica, i 364 lavoratori in esubero, ad oggi si trovano di fronte a queste scelte: part time verticale con incentivo di 25 mila euro (5 mila l’anno per cinque anni), ricollocazione in altre aziende del territorio con incentivo di 30 mila euro, esodo incentivato con 60 mila euro. Oltre a una trentina di prepensionamenti. Piacerà l’esito dell’incontro ministeriale ai sindacati? Bisognerà attendere le 15.30, quando si riunirà il tavolo decisivo in Confindustria tra Rsu, Cgil, Cisl e Uil e la Nestlè.

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