sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 12:26

Ex Novelli, salta cessione Ovito a Fattorie dell’Umbria-Eurovo e un curatore lascia

Salmontrutta firma per pet food, contrattazione sindacale per Ternipan ma dipendenti in cassa integrazione: «Non sei Interpan»

 

Lo stabilimento Novelli

di M. R.

Revocata, dal giudice competente del tribunale di Castrovillari, «per inadempimento», l’aggiudicazione del comparto Ovito della ex Novelli a Fattorie dell’Umbria (controllata Eurovo). Del resto, era nell’aria. Dalle ultime risulta invece che la società Salmontrutta, azienda ittica, avrebbe firmato davanti al notaio per l’aggiudicazione definitiva del ramo pet food, operazione che include l’assorbimento di meno di una decina di lavoratori. Nel frattempo, la curatela fallimentare nominata dal tribunale di Castrovillari perde pezzi: Meo è fuori, ha lasciato l’incarico, non è ancora chiaro se a seguito di dimissioni. Le organizzazioni di categoria, non a caso, vista anche l’imminente scadenza dell’esercizio provvisorio, avevano chiesto la convocazione di un tavolo di aggiornamento tra le parti per verificare quali provvedimenti la curatela stia mettendo in atto per salvaguardare la continuità produttiva di Alimentitaliani e di conseguenza l’occupazione dei lavoratori e delle lavoratrici, salvo poi ricevere nuove comunicazioni.

Ex Novelli L’esercizio provvisorio dell’attività è stato prorogato di un anno; prolungata per 12 mesi anche la cassa integrazione. E proprio gli amministrativi di Terni, destinatari dell’ammortizzatore sociale, tornano a far sentire la loro voce, stavolta contro la Ternipan, annunciata dal numero uno Emiliano Cariani come società cooperativa costituita dai dipendenti: «Comprende – scrivono i cassaintegrati di via del Commercio a Terni – solo il 25% dei dipendenti dello storico marchio Interpan, non ci rappresenta e non rappresenta la storia dell’azienda». Il perché è spiegato subito dopo: «Non sono accettabili cariche societarie ricoperte da personaggi che in passato hanno sposato la politica di imprenditori indagati per bancarotta fraudolenta e che hanno conservato il posto di lavoro solo per non aver aderito ad uno sciopero». Il riferimento esplicito è ai colleghi del sito ternano ai tempi dei Greco. «Consideriamo quindi inopportune, al momento, le chiamate di Ternipan per i colloqui conoscitivi con il personale in forza». Si aprirà una contrattazione sindacale.

Cassaintegrati Il comunicato dei lavoratori di Terni in cassa integrazione va anche oltre: «Chi sono i manager? Siamo sicuri della loro compatibilità con ruoli svolti in altre aziende nel territorio? Il piano industriale chi lo conosce?». In questo caso il riferimento è al presidente della società cooperativa Ternipan Emiliano Cariani, da vent’anni in forza alla nota azienda Novamont, con ruoli di primissimo piano: dello stabilimento chimico gestisce personale, commerciale e servizi; lo stesso Cariani, sul piano industriale, non si sbottona: indica una durata triennale e parla di recupero clientela, rinnovo di impianti e progetto di filiera corta con i 5 dipendenti attualmente occupati, ma nulla di più, se non confermare che l’aggiudicazione dovrebbe avvenire entro l’anno. «Ci chiediamo infine – proseguono gli impiegati in cassa – come mai sia rimasta alla porta una manifestazione di interesse come quella formulata pubblicamente il 26/05/18 da una importante realtà imprenditoriale regionale, la Molini Popolari Riuniti di Umbertide. Noi dipendenti ex gruppo Novelli, in Cigs da quasi due anni, facciamo un appello ai sindacati, alle istituzioni e a tutte le forze politiche affinché non si ripetano gli errori del passato, si vigili. Sono praticamente fermi i percorsi di ricollocazione con il centro per l’impiego. Si rischia di buttare al vento tutto».

@martarosati28

 

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