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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 00:44

Un mondo agricolo spaccato porta per due giorni i trattori sotto la Regione. Le richieste a Centinaio

Lunedì e martedì manifestazioni di Coldiretti e «Agricoltori indignati»: nel mirino i ritardi di Agea e non solo. Cambia la viabilità

Un corteo di trattori in Umbria

di D.B.

Perugia si prepara a due giorni di protesta da parte del mondo (spaccato) dell’agricoltura. Lunedì toccherà a Coldiretti che, a partire dalle 10.30, porterà imprenditori e trattori in piazza Italia, sotto le sedi dei palazzi della Regione, per protestare contro i ritardi dei pagamenti da parte di Agea e contro i danni da fauna selvatica, in particolare dei cinghiali. Per la manifestazione sono attesi agricoltori e allevatori da tutta la regione, i quali rivendicheranno la centralità del comparto per l’economia regionale. «Un’agricoltura “sotto attacco” – dicono – a causa di una burocrazia, regole e criticità che penalizzano da ormai troppo tempo gli imprenditori umbri». La polizia municipale di Perugia con un’ordinanza ha stabilito il divieto di sosta e di transito per tutte le categorie di veicoli in piazza Italia, a eccezione ovviamente di residenti e veicoli di soccorso.

LE RAGIONI DEGLI «AGRICOLTORI INDIGNATI»

Le proteste Martedì sarà la volta invece degli «Agricoltori indignati», anche loro a bordo dei loro trattori. Perché due manifestazioni? Perché questo gruppo si dichiara contro le politiche agricole della Regione Umbria, contro l’Agea e contro le associazioni di categoria che non rappresenterebbero in maniera adeguata i piccoli produttori, biologici e di qualità. Il raduno dei trattori (ne sono previsti circa 40) è in programma alle 15 a piazzale del Bove, con partenza alle 16 alla volta del parcheggio minimetrò di Pian di Massiano e sosta sotto la Regione Umbria (Broletto). Alle 18.30 poi assemblea pubblica degli agricoltori sotto Palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale, con una delegazione di dieci  trattori che arriverà in centro. In questo caso la polizia municipale, che avverte i cittadini dei più che prevedibili rallentamenti lungo il percorso, ha disposto gli stessi provvedimenti del giorno precedente, stavolta però dalle 14 alle 20.

Indignati Gli Indignati si autodefiniscono «omini e donne che tutelano l’ambiente, lavorando ogni giorno la terra e producendo eccellenze agricole che vengono riconosciute per la loro qualità in tutto il mondo. Siamo i veri custodi dell’Umbria». Tra i problemi sottolineati i contributi destinati ai giovani agricoltori, capaci di coprire solo il 15 percento delle domande di insediamento (135 accettate su 600 presentate) e i ritardi fino a tre anni accumulati da Agea, il brusco calo delle aziende biologiche in Umbria (-21,3 percento tra 2016 e 2015, a fronte di un +20 percento nazionale, mentre la produzione è cresciuta a un ritmo pari alla metà di quello nazionale). A chiare lettere poi si dice che «le organizzazioni sindacali sono state decisamente blande» a proposito dei ritardi di Agea, anche se un plauso per quanto fatto va ad Aiab e Cia. Nel mirino c’è invece la Coldiretti e la sua manifestazione di lunedì che «crea confusione con la nostra».

La piattaforma Sul tavolo della Regione poi gli Agricoltori indignati mettono il calo del numero delle unità produttive e la chiusura di molte aziende, ma non solo: «Gli agricoltori – dicono – sono sfiduciati negli strumenti del Psr: farraginosi, costosi e incerti che hanno determinato così un rallentamento degli investimenti nel settore». Tutti motivi per cui chiedono al nuovo ministro e alla Regione tempi più rapidi per il pagamento delle annualità 2015, 2016 e 2017, per le graduatorie del Psr, la riforma del Sian e di Agea e fondi distribuiti in modo più equo, in particolare a «chi fa qualità ma è economicamente più debole, come le piccole imprese e i giovani». Infine, si chiede l’«attivazione di processi per le pubbliche forniture di mense scolastiche con prodotti agricoli umbri di qualità» e un coinvolgimento nella stesura della legge regionale sull’economia circolare.

Confagricoltura E nel giorno in cui il nuovo governo ha giurato fedeltà alla Repubblica di fronte al presidente Sergio Mattarella, Confagricoltura Umbria mette sul tavolo del neo ministor, il leghista Gian Marco Centinaio, le sue richieste che riguardano in particolare i danni da fauna selvatica, la riforma dell’Agea e i danni da calamità naturale. In primis c’è proprio la riforma dell’Agenzia: «Un passaggio indispensabile – dicono – per rendere l’agenzia realmente al servizio degli agricoltori ed esigere tempi più brevi di pagamento, procedure semplificate ed informatizzazione adeguata di tutto il sistema». Confagricoltura imputa ad altre organizzazioni un lungo silenzio sul tema rivendicando per sé di aver «da sempre ha pressato le istituzioni e le strutture preposte per far avere risposte adeguate». «Io stesso – spiega il presidente Fabio Rossi – ho chiesto l’apertura di uno sportello ‘funzionante’ di Agea in Umbria per affrontare e risolvere i problemi che impediscono il pagamento delle pratiche arretrate. Se questo non avverrà in tempi rapidi Confagricoltura Umbria chiederà l’istituzione di un organismo pagatore regionale».

Le richieste Quanto alla legge sulla caccia, serve una revisione «per prevenire o quantomeno controllare i danni della fauna selvatica cacciabile alle coltivazioni agricole. Allo stesso modo serve un forte intervento per regolamentare anche la gestione delle specie protette – il lupo e il capriolo in particolare – che rappresentano comunque una costante fonte di danni per numerosi allevamenti». Ultima richiesta, la modifica della legge 102 sui danni da avversità atmosferiche e calamità naturali: «La sua revisione – dice Rossi – si rende necessaria alla luce del fallimento della scelta di escludere dai benefici tutti i danni alle colture assicurabili». Lunedì intanto i parlamentari umbri della Lega incontreranno Centinaio: sul tavolo il caso Agea e la proposta di legge regionale avanzata nei giorni scorsi dai consiglieri regionali Mancini e Fiorini riguardante la sostituzione di Agea con un ente pagatore di esclusiva competenza regionale, così come accade in Veneto o in Lombardia.

Twitter @DanieleBovi

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