Immagine tratta dal documentario di Netflix su Amanda Knox

di En.Ber.

Impugnata, davanti alla Grande chambre di Strasburgo, la sentenza con la quale la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sostenuto che l’Italia ha violato il diritto alla difesa di Amanda Knox nel corso delle indagini sull’omicidio di Meredith Kercher. La decisione attraverso la quale nel gennaio scorso l’Italia era stata condannata a pagare 10.400 euro per i danni morali alla studentessa americana, definitivamente assolta dall’accusa di aver assassinato la coinquilina inglese il 1° novembre 2017 in via della Pergola a Perugia, è stata impugnata dal governo italiano. La Grande chambre, che rappresenta una sorta di Cassazione della Corte europea, è composta da 17 giudici. Nel recente passato è passato per la Grande chambre anche Silvio Berlusconi portando all’attenzione dei giudici una questione relativa alla sua incandidabilità.

L’interrogatorio Nel gennaio scorso la Corte ha riconosciuto la violazione, da parte dell’Italia, del diritto alla difesa della Knox durante l’interrogatorio del 6 novembre 2007 senza però ricevere prove a conferma dei lamentati maltrattamenti da parte della polizia durante lo stesso interrogatorio. Amanda aveva chiesto mezzo milione di euro.

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