venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:20

Perugia, soppressi in un anno 470 scoiattoli grigi: il rosso torna a conquistare terreno

I primi risultati del progetto U-Savereds: cala la popolazione degli ‘invasori americani’ catturati e gassificati. A breve quelli sterilizzati immessi in due parchi della città. L’appello: «Non immettete animali o piante straniere nell’ambiente»

Uno scoiattolo grigio

di Ivano Porfiri

Dall’inizio del 2016 è avvenuta la rimozione di 470 scoiattoli grigi dalla zona intorno a Perugia e, grazie a questo, lo scoiattolo rosso sta riconquistando terreno. Gli esperti dell’Ispra presentano così, in conferenza stampa, i primi risultati del progetto europeo Life+ U-Savereds, della durata di 4 anni (2014-2018) e finanziato con 1,4 milioni di euro, che mira a alla «conservazione dello scoiattolo comune europeo (Sciurus vulgaris) nella Regione Umbria e della biodiversità negli ecosistemi degli Appennini». Tra le azioni del progetto rientrano «la cattura e l’eradicazione da parte dell’uomo delle popolazioni invasive di scoiattoli grigi in conformità alle leggi sul benessere degli animali».

La guerra degli scoiattoli U-Savereds, dopo le polemiche del primo periodo di alcune associazioni animaliste, ma sostenuto ad esempio da Legambiente, marcia a passo spedito. Secondo quanto riferisce Valentina La Morgia dell’Ispra, dal monitoraggio effettuato nel 2015 soprattutto nella zona di Monte Malbe, in un territorio di circa 14 chilometri quadrati c’erano 1.510 scoiattoli grigi e appena 112 rossi». Lo scoiattolo grigio, molto più grande del cugino europeo, tende facilmente a soppiantarlo.

Cattura e soppressione Così da inizio 2016 è scattata la fase 2 con la cattura e soppressione dell’invasore yankee. «Dopo un anno – ha sottolineato La Morgia – ne sono stati rimossi 470 e la buona notizia è che il rosso è tornato a occupare aree che era stato costretto ad abbandonare». La procedura per la rimozione è: trappole con cibo per attrarre gli scoiattoli grigi, che poi vengono infilati in tubi dove viene immessa anidride carbonica che, prima fa addormentare gli animali, e poi li uccide. Un tipo di morte considerata «rispettosa del benessere dell’individuo».

Sterilizzazione Il progetto prevede anche un altro tipo di rimozione, chiamata «indiretta», e che partirà a breve. Una piccola parte degli scoiattoli catturati, più fortunati, verrà sterilizzata e reimmessa in due parchi di Perugia: Pescaia e Sant’Anna, a quel punto incapaci di riprodursi.

Portatori di dermatiti Un quarto circa degli scoiattoli catturati e uccisi finora sono stati sottoposti a tutta una serie di analisi da parte dei tecnici dell’Istituto zooprofilattico. Su una buona parte di loro è stata riscontrata positività ai dermatofiti (le cosiddette “tigne”), malattie trasmissibili all’uomo sottoforma di micosi. Un pericolo potenziale che, secondo chi conduce il progetto, avvalora la causa della rimozione forzata dello scopiattolo grigio.

Di chi è colpa «Se qualcuno non avesse volontariamente o involontariamente liberato qualche scoiattolo grigio, non staremmo qui oggi a parlare di rimozione o soppressione per evitare la scomparsa dello scoiattolo rosso». Parla chiaro Piero Genovesi, project manager per conto di Ispra di U-Savereds. «Quando ero bambino anche io ho liberato una tartaruga di terra – aggiunge – oggi ancora me ne pento. È colpa dell’uomo se si smettendo a repentaglio moltissime specie locali di animali o piante con l’immissione di specie aliene, sempre più facili da commercializzare. Azioni che causano in Europa costi stimati in 12-13 miliardi di euro per combatterle: basti pensare alla zanzara tigre, alla nutria o al punteruolo rosso tra le specie vegetali. L’appello è non liberate o piantate quello che portate dalle vacanze o comprate su internet».

2 risposte a “Perugia, soppressi in un anno 470 scoiattoli grigi: il rosso torna a conquistare terreno”

  1. mariosi ha detto:

    Ma come gassificati!Non si potevano tenere e sterilizzare?

  2. Andrea Argenton ha detto:

    Il progetto di eradicazione degli scoiattoli grigi costa tanti soldi, di cui non di rado beneficiari sono proprio coloro che ne sostengono con maggiore determinazione la necessità, ma in Italia quello che altrove sarebbe visto come un conflitto di interessi è cosa normale e non vale quindi la pena di insistere sul punto; almeno però ci vengano risparmiate le sciocchezze sui rischi sanitari: la tigna può essere portata più o meno da qualunque animale domestico o selvatico, inclusi cani e gatti che non per questo vengono soppressi, ed è perfettamente curabile. Del resto in Nord Italia lo scoiattolo grigio è presente da quasi 70 anni e non risulta che abbia mai creato problemi sanitari di qualche rilievo, ma questo dettaglio facilmente verificabile viene comprensibilmente omesso nei comunicati degli stati maggiori di questa insensata guerra.

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