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sabato 29 gennaio - Aggiornato alle 08:41

Cascia, aperti i due container collettivi: si stringe per quattro campi casette

Consegnato ostello da 60 posti, si montano arredi anche in quello del capoluogo. Emili: «Ultime valutazioni su insediamenti sae». Si organizza pullman per manifestazione Roma

Uno dei container (foto archivio Preziotti)

di Chiara Fabrizi

Un centinaio di persone tornano a dormire al caldo. E’ un container collettivo più grande degli altri, quello aperto domenica sera ad Avendita di Cascia, la popolosa frazione gravemente danneggiata dal terremoto del 30 ottobre dove alcuni residenti dormivano ancora in tenda, mentre altri si erano rifugiati da settimane in albergo.

Aperto container collettivo di Avendita: «Pronto anche l’altro» I lavori nell’ostello prefabbricato con dodici posti letto in più erano finiti da qualche giorno, ma mancavano gli arredi bloccati nella zona di Teramo per cinque giorni a causa della straordinaria nevicata. La consegna è avvenuta sabato, dopodiché nel pomeriggio di domenica il sindaco Gino Emili ha potuto consegnare i sessanta posti letto ad altrettanti residenti: «Abbiamo finito di montare gli arredi nell’altro container collettivo, quello a servizio del capoluogo e le famiglie sono potuto entrare nel pomeriggio di lunedì, in questo caso erano state finora ospitate in albergo e in parte al palazzetto». Anche qui come a Spoleto, lunedì mattina è ripresa l’attività didattica dopo la sospensione scattata il 18 gennaio a seguito delle quattro scosse di magnitudo oltre 5 e anche della nevicata, che in zona Civita ha provocato una slavina. Sempre da Cascia è arrivata la disavventura senza gravi conseguenze dell’anziano cardiopatico rimasto isolato per cinque giorni insieme alla moglie

Quattro campi casette Archiviata la pratica container collettivi, Cascia è pronta a chiudere il cerchio intorno alle soluzioni abitative d’emergenza (sae). Nella città di Santa Rita, questo risulta, occorreranno circa 60 casette: «Questa settimana contiamo di definire gli ultimi dettagli – va avanti il sindaco Emili – quattro aree sono già state individuate e verranno sicuramente realizzate». Si tratta dei campi sae che spunteranno a Cascia, Avendita, Maltignano e Colle, ma al vaglio ci sono anche dei mini insediamenti: «Stiamo lavorando per tentare di dare una risposta positiva a tutti, compresi i residenti delle piccole località. Ci sono un paio di situazioni – spiega il primo cittadino – che siamo impegnati a risolvere perché non vorrei mai allontanare le persone dal proprio paese».

Summit con la Marini Al Centro operativo comunale di Cascia, lunedì, è arrivata anche la presidente Catiuscia Marini per un incontro col sindaco Emili, assessori e consiglieri. Un incontro nel corso del quale il primo cittadino ha rappresentato le esigenze prioritarie in vista dell’avvio della ricostruzione post sisma, sottolineando la necessità di nuove regole urbanistiche che siano in grado di favorire la ricostruzione degli edifici privati e pubblici, in totale sicurezza e secondo innovative caratteristiche, anche in considerazioni dei danni maggiori che a Cascia sono stati rilevati su edifici privati e pubblici costruiti negli anni Sessanta, in alcuni casi si tratta di palazzi anche di sei piani. Altro tema definito anch’esso strategico e prioritario è quello della viabilità e di un adeguato collegamento con Norcia e quindi con la principale arteria stradale del comprensorio, un tema questo preesistente, ma di cui gli eventi sismici hanno messo in evidenza l’urgenza delle soluzioni.

Pullman per manifestazione Roma A Cascia si sta anche organizzando un pullman per partecipare alla manifestazione ‘La scossa dei terremotati’ a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma e dal maltempo nel Centro Italia in programma il 25 gennaio alle 10 in piazza dei Santi Apostoli a Roma. Per informazioni si può contattare Daniele Simoni al 3381634009 e la signora Maria Rosati.

@chilodice

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