Il sindaco Mario De Carolis

di Chia. Fa.

«Storicamente non si è mai verificata una cosa del genere, a monte sarà stata dieci metri ma si è allargata fino a raggiungere a valle un centinaio di metri». Così il vicesindaco di Cascia, Mario De Carolis, residente della frazione di Civita dove dopo le quattro scosse di magnitudo superiore a 5 del 18 gennaio la montagna carica di neve è smottata. La slavina è piombata anche sulla strada provinciale 476 che collega Civita a Cascia ma che dopo la chiusura della galleria di Forca Canapina, compromessa dai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre, rappresenta un’arteria viaria strategica per raggiungere la Salaria, dove tuttora a causa della neve si registrano gravi problemi. Qui lungo la provinciale 476 si erano già consumati cedimenti della montagna: «Si tratta di due eventi distinti – spiega il vicesindaco – dopo i terremoti dei mesi scorsi avevano avuto il distacco di alcuni massi con relativa messa in sicurezza della parete in un punto non distante da quello in cui mercoledì dopo le cinque forti scosse si è sprigionata la slavina». La frazione di Civita, un centinaio di residenti, non è mai rimasta effettivamente isolata, disponendo del bypass di Opagna fatto di strade comunali: «Qui hanno lavorato tre mezzi spazzaneve – dice De Carolis – e la viabilità è sempre stata garantita, in attesa della riapertura della strada provinciale 476 su cui si è lavorato giorno e notte. La circolazione verrà ripristinata nella tarda mattinata» di giovedì 20 gennaio.

@chilodice

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