La proclamazione di Lahti Capitale verde europea 2021

di Ivano Porfiri

Sarà Lahti, città finlandese di 102 mila abitanti, la Capitale europea verde del 2021. Ha sconfitto in finale le francesi Lille e Strasburgo. La proclamazione si è svolta giovedì pomeriggio a Oslo, attuale European Green Capital. Il prossimo anno il titolo, assegnato per la prima volta nel 2010, sarà invece detenuto da Lisbona e proprio lì si conoscerà la futura Capitale verde del 2022. A quella corsa, come più volte annunciato, parteciperà anche Perugia, che sta lavorando per comporre il dossier da inoltrare entro ottobre. Umbria24 ha partecipato alla visita a Oslo e all’assegnazione del premio da 350 mila euro, per capire se e quali carte il capoluogo umbro può giocarsi.

VIDEO: LA PROCLAMAZIONE DI LAHTI

Oslo città più verde d’Europa Innanzi tutto è bene raccontare il contesto. Oslo è la città europea più avanti per mezzi di trasporto elettrici (dal 2025 verranno immatricolati solo mezzi a trazione elettrica) e ha colto l’occasione di Capitale verde per porsi delle sfide molto difficili come arrivare a ridurre del 95% le emissioni di Co2 entro il 2030. «Dobbiamo cambiare le cose ora – spiega a Umbria24 il sindaco Raymond Johansen -. La politica ha paura di prendere certe decisioni, specie sull’uso delle auto private, perché temiamo di non essere rieletti. Ma noi siamo la prima generazione a vedere gli effetti pratici del climate change e l’ultima che può fare qualcosa. Stiamo lavorando per cambiare la città velocemente e la gente ora comincia a essere contenta».

Fridays For Future Tutta la due giorni organizzata nella capitale norvegese era incentrata sulla sostenibilità, a partire dal cibo rigorosamente 100% vegano. Gli intervistatori dei politici e degli imprenditori poi quasi tutti del movimento Fridays For Future, che non hanno lesinato aspre critiche per essere usati per una sorta di “green wash”, ovvero un “risciacquo verde” per immagine senza dare veramente spazio ai più giovani nei contesti decisionali.

Consigli da Lisbona Dunque, va da sé che la scelta delle Capitali verdi è strettamente connessa a propositi particolarmente forti di impegno sui cambiamenti climatici. «Un consiglio per Perugia capitale verde – dice il vicesindaco di Lisbona Josè Sà Fernandes -? Ne indico cinque. Meno auto, più aree verdi, più efficienza energetica, meno consumo di suolo, più coesione sociale».

Vella: «Necessario il confronto» «Ci sono diversi obiettivi connessi alle sfide globali – spiega a Umbria24 il commissario europeo Karmenu Vella –. Vogliamo rendere le città più vivibili, più verdi e più sostenibili. Io penso che Perugia abbia molto da imparare osservando non solo quello che hanno fatto i vincitori ma anche i finalisti, perché partecipando si crea un network virtuoso in cui le città si confrontano, prendono spunti, si scambiano best practices. E questo network sta crescendo non solo in numeri, ma in esperienze».

Pro e contro per Perugia A favore del capoluogo umbro è che è la prima città italiana a candidarsi, il che potrebbe anche spingerla verso la finale per dare un segnale al Paese. Ma uno dei punti che farà sì che Perugia ben difficilmente potrà vincere il titolo il prossimo anno è che praticamente tutte le città sono state più volte finaliste prima di vincere. Lahti tre volte, Oslo tre volte, ad esempio. E questo segue proprio la logica del processo di confronto che aiuta a predisporre il proprio dossier negli anni. Un altro punto critico per Perugia sarà mettere insieme un progetto veramente ambizioso. Lahti dichiara di diventare carbon neutral ovvero in grado di riassorbire interamente le proprie emissioni di CO2 entro il 2025 (con step dell’80% nel 2020). In un Paese come la Finlandia che mira a diventare il primo al mondo totalmente a saldo zero di anidride carbonica entro il 2035. Se, insomma, ci si candida per finanziare il metrobus o poco più, si è destinati a fare poca strada.

Consigli da Lahti «Quello che abbiamo fatto, essendo per la terza volta in finale – dichiara a Umbria24 il sindaco di Lahti Pekka Komu – è migliorarci sempre. Avevamo dei punti deboli e ora li abbiamo perfezionati. Un aspetto decisivo è il coinvolgimento dei cittadini che noi abbiamo sviluppato anche attraverso un’app, oppure presentando la prima squadra di calcio al mondo a essere carbon free». «E poi rispetto alle prime candidature abbiamo molte imprese che lavorano con noi – aggiunge la responsabile dell’Ambiente, Saara Vauramo -. Se volete un suggerimento coinvolgete le generazioni più giovani. In bocca al lupo!».

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