Il progetto per il terminal di Fontivegge

di Dan.Bo.

È a bordo del metrobus che Perugia punta ad arrivare al capolinea del 2022, anno in cui aspira a essere Capitale europea del verde. La candidatura, approvata dalla giunta nei giorni scorsi, è stata presentata ufficialmente giovedì con una conferenza al Barton Park dal sindaco Andrea Romizi insieme al vice Urbano Barelli e ai dirigenti Vincenzo Piro e Stefania Papa. Dell’idea del metrobus, finita nel nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile che dovrebbe approdare in consiglio comunale intorno a Pasqua, si parla ormai da quasi un anno. Romizi insieme all’assessore alla mobilità Cristiana Casaioli a fine 2017 ha studiato il sistema nel corso di un viaggio in Francia, a Rouen, dove è attivo da anni.

Meno auto Il metrobus sarà un progetto centrale del dossier di candidatura perché va a incidere su un tema strategico come quello della mobilità. «Per combattere il record negativo di città con il più alto utilizzo del mezzo privato, l’Amministrazione – ha detto Romizi – ha inteso lavorare per correggere alla base questa criticità, offrendo all’utenza nuovi strumenti efficienti e non impattanti». Il sistema prevede bus da 18 metri, quindi ad alta capienza, che viaggiano lungo corsie riservate e che possono godere di priorità ai semafori. Le frequenze sono alte (ogni cinque minuti) e nel complesso il progetto può essere costruito per step e garantisce flessibilità nella scelta dei percorsi

Il sistema La prima linea progettata è quella che andrà da Castel del Piano a Fontivegge, per la precisione al nuovo terminal che sarà costruito su via Sicilia, in particolare su una porzione del piazzale della stazione non utilizzata. Ventuno le fermate che toccheranno zone come Strozzacapponi, San Sisto, l’ospedale, Madonna Alta, via Settevalli e, infine, Fontivegge, dove i passeggeri potranno salire su treni, bus o minimetrò. Questa prima tratta sarà lunga 12,5 km e, secondo i calcoli del Comune, servirà 26 mila persone e per il 21% il tracciato sarà composto da corsie riservate; 24 invece gli incroci dove i metrobus avranno la priorità e quattro i parcheggi di interscambio. Ovviamente bisognerà fare i conti con le risorse necessarie, 65 milioni di euro che potrebbero essere messi a disposizione anche dal Ministero dei trasporti attraverso un apposito bando.

La candidatura Attualmente, la capitale verde europea 2019 è Oslo, mentre per il 2020 il titolo è già stato assegnato a Lisbona. Quella del 2021 sarà, invece, designata a giugno prossimo a Oslo (per l’Italia è candidata Cagliari), quando sarà reso ufficiale anche il bando per la presentazione delle candidature per il 2022. Per quanto riguarda Perugia, tutti i documenti andranno depositati entro metà ottobre e da aprile 2020 un team di 12 esperti, uno per ogni indicatore, valuteranno i progetti e sceglieranno un numero ristretto di città che a luglio 2020 si giocheranno il titolo, assegnato annualmente a una città sopra i 100 mila abitanti che si è segnalata per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Quanto agli indicatori, i 12 oggetto di valutazione sono mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, mobilità urbana sostenibile, uso sostenibile del suolo, natura e biodiversità, qualità dell’aria, rumore, rifiuti, acqua, sviluppo verde ed eco-innovazione, rendimento energetico e governance ambientale.

I progetti Barelli ha rivendicato il fatto che il percorso è partito già nel 2015 e proseguito con il lavoro che ha riguardato il censimento delle aree verdi, i progetti legati alla smart city, le novità sul servizio di raccolta dei rifiuti, il potenziamento della differenziata e «Futuro nel verde», l’iniziativa che prevede l’assegnazione della gestione di molte aree verdi alle associazioni. «Il progetto – è stato detto giovedì – verrà sviluppato in sinergia con l’intera green community cittadina; in quest’ottica è già in calendario per il 12 marzo, alle 17, un incontro con le associazioni del verde e di Agenda 21 per illustrare il percorso e le azioni per arrivare alla candidatura, da ufficializzare poi in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, il prossimo 5 giugno».

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.