di Massimo Colonna
«Per il campeggio di Marmore sono da studiare soluzioni alternative, anche la proroga della gestione: non si può perdere la stagione». Così il gruppo consigliare della Lega rimescola le carte, già abbastanza mischiate, rispetto al prossimo futuro del campeggio di Marmore. Nei giorni scorsi infatti l’assessore della Lega Leonardo Bordoni aveva dichiarato di voler puntare a una nuova costruzione, in una’rea già individuata. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale invece il gruppo della Lega ha presentato un atto di indirizzo in cui si impegna il sindaco e la giunta a trovare «soluzioni alternative al sito attuale, per evitare la chiusura del campeggio, anche valutando la possibilità di concedere un’ultima proroga tecnica al gestore uscente». «Come amministratori – sottolineano i consiglieri comunali della Lega – abbiamo il dovere di garantire un servizio ai turisti e di conseguenza lavoro. Chiudere definitivamente il campeggio, oltre a creare un danno erariale
per i mancati introiti delle concessioni, creerebbe anche un danno di immagine e di attrattività turistica per il nostro territorio. Per questi motivi, nel rispetto delle regole e dei vincoli che tutelano l’area, è prioritario studiare una soluzione che permetta al turismo e al campeggio di sopravvivere».
Gli scenari La questione non è di semplice soluzione: il caso è stato anche oggetto di una riunione dei capigruppo di maggioranza nella giornata di mercoledì. Riunione che è servita più che altro a fare il punto della situazione. La decisione finale comunque verrà presa a stretto giro di posta, forse già nei prossimi giorni, anche in considerazione del fatto che i tempi in vista della bella stagione iniziano ad essere stretti (la stagione del campeggio di Marmore di solito parte a metà aprile). Al momento sono tre le piste che l’amministrazione comunale può prendere in considerazione. La prima è quella di puntare sulla nuova area, già individuata poco distante da quella attuale, e partire con una nuova struttura. Ipotesi questa che al momento appare la più complicata, visto che la zona presa in considerazione è già stata in passato contestata sia dagli attuali gestori che da altri tecnici per essere poco idonea alle attività di camping (in particolare perché assolata e vicino a un laghetto, quindi con alta presenza di insetti). La seconda opzione riguarda l’eliminazione, nel nuovo progetto, della parte considerata a rischio sicurezza idrogeologica, con la necessaria rivisitazione dei metri quadri a disposizione della struttura. Terza ipotesi, l’area a rischio viene esclusa dal nuovo piano ma l’area camping resta la stessa, trovando nuove metrature dove possibile. Questi gli scenari tecnici sul tavolo: restano poi in piedi la proroga per i gestori attuali e, come ultimo scenario e al momento più improbabile, la gestione in house del Comune, come già fatto per la Cascata delle Marmore, in attesa del nuovo bando.
