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lunedì 18 gennaio - Aggiornato alle 20:04

«Camping Marmore resti dov’è» pressing di commercianti e Pd, maretta in maggioranza

Residenti e portatori d’interesse minacciano azioni clamorose, l’assessore esclude riapertura in loco: vertice a Palazzo Spada

di M. R.

È in programma nel pomeriggio di mercoledì un vertice tra capigruppo di consiglio comunale per discutere del caso ‘Campeggio di Marmore’ e mentre il Pd già da giorni ha detto la sua sull’argomento con un atto di indirizzo a firma Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis, residenti e commercianti minacciano azioni clamorose per evitare soluzioni a loro sgradite, dalla maggioranza arriva l’eco di lamenti per qualche mal di pancia.

Campeggio Marmore A creare un po’ di maretta interna alla coalizione di centro-destra che governa la città su Terni, non è il primo caso, stavolta sono le dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica Leonardo Bordoni riportate nelle colonne del Messaggero. L’esponente della Lega prima della conferenza dei presidenti di mercoledì sembra infatti aver confezionato la soluzione da portare all’attenzione della massima assise cittadina: «Il passaggio in consiglio ci sarà – ha detto al quotidiano – ma una modifica al piano regolatore sarà fatta per individuare una nuova area per il nuovo campeggio e non per consentire la riapertura di quello chiuso».

Il caso «Negli anni scorsi – ricostruisce il gruppo Dem nell’atto di indirizzo – nella fase di approvazione del Prg, a causa della riclassificazione della zona, consolidata da parte della Regione, si scelse di ubicare la struttura ricettiva nelle vicinanze del laghetto dell’ex società Terni ma la scelta in questione appare quantomeno infelice in quanto il Campeggio verrebbe ubicato in una zona scomoda, assolata e piena di insetti, che appare poco adatta a fornire le risposte che cercano i numerosi frequentatori, anche stranieri, del Camping, inadattabile anche per le dimensioni e la morfologia dell’area – osservano Filipponi e De Angelis -; è pertanto quanto mai opportuno e necessario – dichiarano i consiglieri del Pd – rivedere lo strumento urbanistico, modificando sia il Piano Particolareggiato sia il Prg, affinché opportunamente rivisto possa prevedere che il campeggio sia ancora ubicato nella sede attuale». Quella dei Dem, a quanto pare, non è solo una presa di posizione politica, ma anche quanto sostengono i portatori di interesse, che minacciano azioni clamorose per chiedere con forza la riapertura del camping almeno per l’estate, Covid permettendo.

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