venerdì 22 febbraio - Aggiornato alle 13:55

Caccia, il Tar boccia le preaperture ma non la caccia di selezione. Regione: «Riapre subito»

Si chiude 1-1 la battaglia amministrativa tra Wwf e Regione. L’assessore Cecchini: «Calendario legittimo, valuteremo se recuperare gli abbattimenti»

Cacciatori in un bosco

di Iv. Por.

Si chiude uno a uno la partita del Tar tra Wwf da una parte e Regione Umbria, Ispra e associazioni dei cacciatori dall’altra sulla validità o meno del calendario venatorio 2018/2019. La sentenza della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale arriva a chiudere ( almeno per ora) una contesa partita lo scorso giugno. Il giudice dà ragione agli animalisti per quanto riguarda l’illegittimità delle giornate di preapertura, divenute ormai una consuetudine in molte regioni italiane, mentre dà loro torto sull’altro oggetto del contendere: la caccia di selezione, che era stata sospesa dalla Regione in attesa del pronunciamento e ora potrà riprendere fin da subito. Di vero pareggio trattasi, tanto che la sentenza «in via eccezionale» compensa tra le parti le spese del giudizio «tenuto conto della evidente specificità e complessità delle questioni trattate».

Preaperture illegittime Per quanto riguarda le preaperture autorizzate nei giorni 2 e 9 settembre 2018, il Wwf ha motivato il ricorso lamentando «l’inadeguatezza della pianificazione venatoria a consentire la preapertura della caccia in conseguenza della intervenuta scadenza del piano faunistico venatorio regionale». E tale motivo per il giudice «è fondato e va accolto» in quanto «anche per stessa ammissione dell’amministrazione resistente (la Regione, ndr)» il “piano faunistico venatorio regionale «è venuto a scadere in data 21 luglio 2014». Dunque ne consegue, «allo stato, l’assenza di un piano faunistico venatorio “aggiornato e, dunque, di una più generale, approfondita, attualizzata e consapevole programmazione, la quale, ancorché non valga a bloccare in toto l’attività venatoria, impedisce che essa possa essere autorizzata al di fuori dei termini ordinari di legge”». Per il Tar «non può peraltro sostenersi la perdurante esistenza di adeguata pianificazione faunistica regionale sulla scorta di piani faunistici provinciali ancora validi ed efficaci, essendo anch’essi scaduti per effetto del decorso del termine quinquennale di efficacia».

Caccia di selezione ok Il Tar dà invece torto al Wwf per ciò che riguarda la legittimità dell’autorizzazione alla caccia di selezione delle specie daino, capriolo, cervo e muflone attuata con determinazioni dirigenziali. La sentenza sottolinea, infatti, come «non colgono nel segno le censure di parte ricorrente secondo cui la scadenza del piano faunistico-venatorio regionale sin dal 21 luglio 2014 determinerebbe l’illegittimità della caccia di selezione agli ungulati, avendo invero l’amministrazione regionale effettivamente predisposto i relativi piani di abbattimento, conformemente al parere Ispra del 1° giugno 2018». Bocciati anche tutte le altre motivazioni di ricorso come la supposta incostituzionalità o l’ipotesi che i piani di abbattimento selettivo avrebbero dovuto essere preceduti dalla valutazione di Incidenza e dalla valutazione ambientale strategica.

Regione: «Revocata la sospensione» La Regione, in una nota fa sapere che «la caccia di selezione a daino e capriolo può ripartire: il Tar dell’Umbria, con sentenza n. 27/2019, ha stabilito la legittimità degli atti assunti dalla Regione». «Viene revocata la sospensione del prelievo per le due specie che era stata emanata in attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo – sottolinea l’assessore Fernanda Cecchini -, e riparte quindi la regolare attività della caccia di selezione nei tempi e nei modi previsti dal calendario venatorio e dai conseguenti atti adottati. Si valuterà successivamente con le associazioni venatorie – conclude Cecchini – la possibilità di recuperare nella rimanente stagione venatoria la parte dei mancati abbattimenti previsti dai piani, non effettuati nel periodo agosto-settembre».

I commenti sono chiusi.