Youtube video

Rispetto come essere umano ed equità, meglio se tutti i giorni e non solo l’8 marzo. Concordano donne e ragazze di fronte alle telecamere di Umbria24, sul fatto che la Giornata internazionale della donna dovrebbe essere un momento per parlare di temi importanti, al di là della mimosa: «violenza di genere, diseguaglianze lavorative e rispetto per tutte le persone». Il rischio è che si scada nella ricorrenza istituzionale «quasi obbligata» dice Ambrogio Santambrogio, professore di Sociologia del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia, o «commerciale» secondo le nuove generazioni che avvertono: «Siamo nel 2023, non siate bigotti». Servizio di Elle Biscarini e Giorgia Olivieri – VAI ALL’ARTICOLO

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.