di C.F.
I treni regionali che non raggiungono i 200 km orari potranno continuare a viaggiare sulla direttissima Roma-Firenze per tutto il 2026 e parte del 2027. Lo ha annunciato a Il Sole 24 ore il presidente dell’Autorità di regolazione trasporti (Art), Nicola Zaccheo, che poi mercoledì mattina ha presentato alla Camera dei Deputati la relazione annuale. La proroga che Zaccheo ha anticipato al quotidiano economico fa slittare di oltre 12 mesi, da capire esattamente fino a quando, il provvedimento che avrebbe implicato l’instradamento sulla linea lenta di tutti i regionali che collegano l’Umbria e la capitale, abbandonando di fatto i pendolari all’incertezza più totale e creando enorme preoccupazione tra istituzionali locali, lavoratori e studenti. Ora, però, arrivano rassicurazioni sul rinvio del provvedimento.
In particolare, al quotidiano economico Zaccheo ha detto: «La deroga in vigore da anni per la circolazione dei treni sotto i 200 km/h scadrà il 31 dicembre, ma ci rendiamo conto che ci sono grossi ritardi nelle consegne del nuovo materiale rotabile alla Regioni: per questo concederemo un’ulteriore proroga a tutto il 2026 e poi parzialmente al 2027. Ma sia chiaro che dal 2028 sarà difficile sostenere altre proroghe. Su questo tema ci siamo confrontati in modo molto costruttivo anche con il ministro Matteo Salvini».
Dopo la presentazione da parte di Zaccheo della relazione annuale dell’Art al Parlamento, il deputato Riccardo Marchetti (Lega) parla di «proroga ufficiale», evidenziando come «era stato proprio Salvini lo scorso primo settembre a Todi ad assumersi un impegno chiaro davanti agli umbri» al fine di evitare «i gravi disagi che sarebbero ricaduti su studenti e lavoratori pendolari, ma che avrebbero avuto un impatto negativo anche sul turismo». Ora che Zaccheo ha annunciato che la proroga ci sarà, Marchetti dice: «Ancora una volta la Lega dimostra coi fatti di essere forza politica seria, concreta e vicina ai territori. Senza questa proroga l’Umbria e molte altre regioni si sarebbero trovate di fronte a un’emergenza quotidiana fatta di ritardi, deviazioni e tempi di percorrenza insostenibili».
A intervenire anche il consigliere regionale Enrico Melasecche (Lega) che, prima, parla di un «un risultato fondamentale per migliaia di pendolari, studenti e lavoratori che altrimenti avrebbero subito disagi gravissimi» e, poi, evidenzia: «Da assessore regionale ai trasporti nella precedente legislatura, ho infatti predisposto l’acquisto di 12 nuovi treni Alstom capaci di raggiungere i 200 km/h, che entreranno progressivamente in esercizio dal 2026: mezzi di ultima generazione, compatibili con i requisiti della Direttissima, che ridurranno i tempi
di percorrenza e alzeranno gli standard di qualità, comfort e affidabilità del trasporto regionale. Quando la proroga verrà a scadenza – conclude Melasecche – i nuovi convogli saranno già operativi, garantendo un servizio più moderno ed efficiente, e mettendo in sicurezza i collegamenti dell’Umbria con Roma, Firenze e le principali direttrici nazionali».
Parlano di «scelta giusta, utile e necessaria», invece, i gruppi di maggioranza del consiglio regionale, quindi Pd, M5s, Avs e Ud-Pp, che però sottolineano come «il sistema
ferroviario umbro abbia bisogno di un serio intervento da parte del governo e del ministero competente, affinché ci sia una reale presa in carico dei problemi a cui i cittadini sono quotidianamente sottoposti». E ancora: «Il ministro Salvini dovrebbe aprire quanto
prima un indispensabile confronto con le Regioni del Centro Italia, per trovare le soluzioni che servono», motivo per cui il centrosinistra umbra sostiene che «continuerà il nostro impegno, di sinergia e mobilitazione, oltre che il pressing e l’impegno dei pendolari. Il servizio e i collegamenti sulla direttrice con Roma, infatti, sono fondamentali ed è necessario anche che possano arrivare quanto prima i nuovi treni attesi. In un contesto di ritardi, interruzioni improvvise, deviazioni, cancellazioni, qualsiasi commento trionfalistico risulta fuoriluogo e, quello che è peggio, dimostra l’assenza di conoscenza di un servizio che invece i cittadini toccano con mano ogni giorno».
