di Chia.Fa.

Il Teatro Stabile dell’Umbria deve tagliare il proprio Consiglio d’amministrazione. A chiederlo è la legge 122 del 2010 in base alla quale gli organi di amministrazione e controllo degli organismi pubblici devono avere non più di cinque componenti. Un disposto di legge, questo, a cui l’istituzione culturale non si è ancora conformata, potendo tuttora contare su un board a sei componenti: presidente Brunello Cucinelli (nominato dalla Regione), vice Roberto Rosati (nominato dai soci) e consiglieri Anna Amati, Mannarino Elmo, Maurizio Oliviero, Alessandro Tinterri (tutti nominati dai soci).

Stabile dell’Umbria: tagliare il Cda In questo quadro, lo scorso 8 marzo è arrivata la bacchettata della direzione generale dello Spettacolo del ministero della Cultura, che ha chiesto alla Fondazione del Teatro Stabile dell’Umbria di procedere a una modifica dello statuto nella parte in cui prevede un Consiglio d’amministrazione a sei componenti. Definito, dunque, il doppio aggiornamento degli articoli 10 e 12 che passeranno dalla previsione di sei a quella di cinque componenti del board, di cui quattro, anziché cinque come è stato finora, nominati dall’assemblea della Fondazione su designazione congiunta degli enti fondatori, mentre uno, come era anche prima, verrà designato dalla Regione. La giunta regionale ha già approvato le modifiche allo statuto che il prossimo 2 maggio sono all’ordine del giorno dell’assemblea della Fondazione.

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