La mostra Mario Giacomelli. Papaveri rossi è un omaggio al grande fotografo italiano in occasione del centenario della sua nascita, ospitata alla Galleria nazionale dell’Umbria a Perugia dal 15 ottobre al 6 aprile 2026.

La mostra Allestita nella Camera oscura della Galleria – uno spazio dedicato alla fotografia e integrato nel percorso museale – l’esposizione presenta un nucleo di opere inedite, mai esposte prima, realizzate negli anni Sessanta sull’altopiano di Colfiorito e di Castelluccio di Norcia. Si tratta di cinque scatti che sorprendono per l’uso del colore, in netta controtendenza con il linguaggio fotografico per cui Giacomelli è conosciuto, fatto di forti contrasti in bianco e nero. Le immagini in mostra rivelano un approccio «quasi pittorico», segnando una fase poco esplorata ma significativa della sua ricerca visiva.

Non solo paesaggi La mostra, curata da Alessandro Sarteanesi, non si limita a presentare paesaggi umbri. Offre anche uno spunto di riflessione sul rapporto tra l’autore e Alberto Burri. Alcune fotografie esposte portano una dedica esplicita al pittore di Città di Castello, con il quale Giacomelli condivise un dialogo artistico, pur con linguaggi differenti, all’interno della corrente informale del secondo dopoguerra.

Le foto Oltre alle cinque opere principali, l’esposizione include una decina di fotografie astratte, coeve alle precedenti, che documentano ulteriormente l’interesse di Giacomelli per il paesaggio come forma espressiva autonoma. «La ricerca di Giacomelli trova un terreno di riflessione attuale e radicale, in antitesi con la banalità ossessivamente ripetitiva dell’‘infiorata’, immortalata dai social network», scrive il curatore. L’altopiano, da paesaggio abitato e coltivato, si trasforma così in simbolo di un’immagine consumata e svuotata, «vetrina» piuttosto che esperienza.

I Pretini Chiude il percorso espositivo una doppia presenza del soggetto più iconico dell’autore: i “Pretini” che giocano in cerchio, visibili anche in una rara versione a colori, esposta per la prima volta a Perugia. Il progetto si inserisce nel programma Camera oscura, ideato per esplorare la fotografia come mezzo artistico a pieno titolo. Uno spazio immersivo, segnalato da un’insegna al neon, dove si indagano le potenzialità espressive della luce, del tempo e della visione, in un dialogo tra passato e presente. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Magonza, con testi di Alessandro Sarteanesi, dal direttore della Galleria Costantino D’Orazio e Bartolomeo Pietromarchi. È realizzata con il supporto de L’Orologio – Sistema Museo.

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