di Daniele Bovi

Umbria, Molise e Puglia. Sono queste le uniche tre regioni italiane senza una flotta aerea antincendio. A fare il punto della situazione è stato mercoledì il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, in audizione alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità. «La legge quadro in materia – ha detto – è assegnata alle Regioni e alle Province autonome che hanno il compito di programmare la prevenzione e la lotta attiva, attività essenziali soprattutto per le isole. Relativamente alla campagna antincendio boschivo del 2025, le flotte aeree regionali hanno registrato un’assenza in Umbria, Molise e Puglia».

In Umbria Per quanto riguarda il Cuore verde, a fine 2024 la precedente giunta ha firmato la nuova convenzione con i vigili del fuoco, valida per il biennio 2025-2026. Al centro del documento il «potenziamento dei dispositivi di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi»; sul piatto, complessivamente, ci sono 465mila euro per quest’anno e altrettanti per il prossimo. L’accordo integra il sistema operativo regionale esistente, che già include l’Agenzia forestale regionale e i carabinieri forestali. L’obiettivo è garantire un coordinamento efficace e una risposta adeguata agli incendi boschivi e a quelli cosiddetti «di interfaccia» (cioè quelli in cui si sovrappongono o si incontrano aree naturali e insediamenti umani), in cui la priorità è salvaguardare vite umane e infrastrutture civili.

La convenzione In sintesi l’accordo prevede l’attivazione tutti i giorni la sala operativa centrale, con un rafforzamento del personale nei mesi estivi più critici; l’impiego di squadre specializzate per dirigere e coordinare gli interventi sul campo, disponibili per oltre tre mesi l’anno. Sono previste anche unità operative con mezzi e attrezzature dedicate per cento giornate complessive. Previsti anche corsi di aggiornamento specifici e l’utilizzo dei vigili del fuoco anche per il monitoraggio dei bacini idrici utilizzati dagli elicotteri. In più si parla anche di uso sperimentale di droni per individuare focolai nascosti e per supportare il coordinamento delle operazioni. Il tutto viene supportato coi mezzi aerei della flotta statale.

Il sistema Ogni anno poi la Regione approva un Documento operativo annuale per la campagna antincendi boschivi, che definisce modalità, ruoli e tempistiche per le attività in coordinamento con tutti i diversi soggetti coinvolti. Dal 1999 poi è operativo il Siabi, ovvero il Sistema informativo anti-incendio boschivo integrato, che collega in tempo reale sala operativa dei vigili del fuoco, Afor e forestali. Afor che impiega squadre con operatori e automezzi con turni h24 durante la stagione degli incendi, mentre durante tutto l’anno vengono portate avanti diverse attività di prevenzione (vedi ad esempio fase parafuoco, ripuliture e così via) e di manutenzione. In campo poi ci sono anche organizzazioni di volontariato accreditate, che svolgono un lavoro relativo agli avvistamenti e non solo.

I dati Per quanto riguarda i numeri, secondo quelli dei carabinieri forestali nel 2024 sono stati registrati 41 incendi boschivi (24 nella provincia di Perugia e 17 in quella di Terni), con un calo di circa il 30 per cento rispetto all’anno prima. La superficie in fumo però è stata maggiore: 286 ettari – dei quali 112 di boschi – contro i 65 del 2023. Particolarmente grave è stato l’incendio di Poreta, a Spoleto, in cui sono stati coinvolti 110 ettari, 65 dei quali di boschi.

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