ROME, ITALY - DECEMBER 04: Nicola Piovani, Brunello Cucinelli and Giuseppe Tornatore speak on stage during the "Brunello, Il Visionario Garbato" premiere at Cinecittà on December 04, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Jacopo M. Raule/Getty Images for Brunello Cucinelli)

di Giorgia Olivieri

Tutto inizia con un fuoco acceso intorno a una vigna. Uno scenario comune, uno spaccato della vita contadina. È così che si apre Brunello, il visionario garbato, il film che racconta non solo la storia di un imprenditore di successo – Brunello Cucinelli – ma soprattutto la storia di un’Umbria autentica e inedita. Una terra che muta nella sua morfologia e una città, Perugia, che vive profondi cambiamenti sociali. Brunello, il visionario garbato è un’ode a un’Umbria che esiste e resiste: quella dei bar di quartiere, della vita di campagna, delle partite a carte che scandiscono la quotidianità. Nelle sale da martedì 9 dicembre, il film è stato presentato a Roma giovedì 4, mentre a Perugia è prevista un’anteprima lunedì 8.

Umbria inedita La storia di Brunello Cucinelli parte dall’Umbria e all’Umbria ritorna, e proprio per questo il film dedicato alla sua impresa e alla sua idea di capitalismo umano non poteva che seguire lo stesso viaggio. Nel film il cuore verde d’Italia non è sfondo, ma trama. Il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore la riprende come luogo che forma il carattere: case contadine, campi di grano e mais, animali da fattoria, mezzadria e soprattutto famiglia. Non la regione da promuovere, ma quella che sa spiegare l’origine di un uomo e il senso di una visione. In quest’Umbria tutta da scoprire il dialetto non è simbolo di semplicità, ma identità da rivendicare, e allora il donca la fa da padrone tra gli attori – molti dei quali originari del perugino – e non mancano espressioni come «bulo», detti antichi e canzoni tradizionali. Tornatore, ai microfoni di Umbria24, ha parlato del cuore verde d’Italia come un territorio «accogliente e curato, mi attraeva l’orgoglio che hanno gli Umbri rispetto alla loro terra, anche per questo era necessario che ci fosse un’unità di musicalità della lingua». Tra i paesaggi verdi, la fioritura di Castelluccio e i suoni delle campane delle chiese, il film mostra un territorio che raramente entra nelle narrazioni nazionali. È la terra che Cucinelli rivendica come radice e come suo «luogo dell’anima».

Il film Brunello, il visionario garbato unisce interviste alla famiglia Cucinelli, ai dipendenti e ai vertici aziendali, a celebrità che hanno conosciuto l’imprenditore, a ricostruzioni e immagini di repertorio che Tornatore ha ricercato con cura. A interpretare il giovane Cucinelli ci sono due giovani umbri alla prima regia e l’attore Saul Nanni. Tornatore costruisce la storia come una lunga partita a carte, simbolo dell’approccio matematico e dell’astuzia che hanno guidato l’imprenditore. L’infanzia in campagna, il trasloco a Ferro di Cavallo, l’amore con la moglie Federica, la nascita dell’azienda, il rapporto con il lavoro manuale nato dall’esperienza del padre e la dignità delle persone. Accanto al lavoro di Tornatore, il film può vantare la partecipazione di un altro premio Oscar, Nicola Piovani, le cui musiche accompagnano lo spettatore nel racconto. «Non è facile mettere la musica in modo poetico nei film, devi cercare l’anima di quella storia – ha spiegato il compositore durante la première romana -. Ho trovato questo soggetto affascinante perché Brunello ha realizzato un pezzo di utopia». Il film sarà nelle sale italiane da martedì 9 dicembre a giovedì 11 e, a partire dal 2026, verrà presentato in Europa, Stati Uniti e Asia.

ROME, ITALY – DECEMBER 05: (2ndL-R) Giuseppe Tornatore, Brunello Cucinelli, Nicola Piovani and Saul Nanni speak on stage during the “Brunello, Il Visionario Garbato” press conference at Cinecittà on December 05, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Jacopo M. Raule/Getty Images for Brunello Cucinelli)

La presentazione Durante la presentazione alla stampa, Cucinelli ha raccontato i tre anni di lavoro che hanno portato alla realizzazione della pellicola, definendoli «un’avventura senza tempo» e spiegando di aver voluto raccontare la sua storia «da vivo, non dopo». L’imprenditore scherza anche con Tornatore, spiegando ai giornalisti in sala che il regista è scaramantico e che, per questo, «lunedì 8 a Perugia andiamo a vedere il film insieme (allo Zenith, ndr), perché nessuna cosa si inizia di martedì». E ancora: «Finanzierei un altro film di Tornatore, ma solo se d’amore e se piace a me, non finirò a fare il produttore cinematografico». Tra i tanti spaccati della sua storia presenti nel film, il re del cashmere ricorda l’emozione di rivedere la casa della sua infanzia riabitata per le riprese e confessa di aver pianto ascoltando le musiche di Piovani. Tornatore parla di un film «sperimentale», nato da un incontro inatteso: «Non conoscevo la storia di Cucinelli e non volevo fare un documentario di sole interviste; la sua passione per le carte mi ha dato la chiave narrativa, la verità è che riesce sempre a ottenere ciò che vuole». Piovani racconta di essersi avvicinato al progetto riconoscendo nel protagonista qualcuno che «resiste alla religione del massimo profitto». Saul Nanni ricorda i tre mesi trascorsi a Solomeo per conoscere la lingua del territorio e Brunello attraverso chi gli è vicino. Ai microfoni di Umbria24 Nanni racconta che del periodo trascorso in Umbria porterà con sé «la quotidianità delle piccole cose, quelle cose che si ripetevano un po’ tutti i giorni che a un certo punto diventavano super vere: il mio posticino al bar dove andavo a giocare a carte con i signori della zona».

L’anteprima La prima mondiale negli studi di Cinecittà raduna quasi mille persone. In prima fila l’ex premier Mario Draghi, presente anche nel film con una testimonianza sul ruolo di Cucinelli durante il G20 italiano tenutosi subito dopo la pandemia. Accanto a lui la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, e l’ambasciatore del Regno Unito in Italia, Edward Llewellyn. Ad apparire nella pellicola ci sono alcuni nomi dello spettacolo, come Oprah Winfrey e Patrick Dempsey, ma anche altri imprenditori, come Gianluca Vacchi. Sul red carpet sfilano celebrities come Jessica Chastain, Jeff Goldblum, Jonathan Bailey, Alexander Zverev, Bianca Balti, Alessandro Cattelan, Anna Foglietta, Matilda De Angelis. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata a Cinecittà per un breve saluto e uno scatto insieme a Cucinelli.

Istituzioni umbre Accanto alle istituzioni nazionali e internazionali, in sala erano presenti rappresentanti dell’Umbria: l’ex rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero; il prorettore dell’Università per Stranieri, Francesco Asdrubali; la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi; la vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Paola Agabiti; e la presidente della Regione, Stefania Proietti. Proietti ha ricordato come il film mostri la storia di «un imprenditore che, grazie a intelligenza, laboriosità e lungimiranza, è riuscito dal nulla a costruire uno dei brand più rinomati al mondo: un orgoglio e figlio della nostra Umbria».

Teatro 22 La première segna anche la riapertura del nuovo Teatro 22 di Cinecittà, possibile grazie anche ai fondi Pnrr. Si tratta del teatro più grande di Cinecittà e di uno dei più grandi d’Europa. Dopo 88 anni, lo spazio torna a nuova vita come teatro di posa cinematografica e teatrale, diventando simbolo della rinascita degli studi. La scelta di inaugurarlo con un film dedicato a un imprenditore, secondo il presidente di Cinecittà Antonio Saccone, «non è solo un riconoscimento a un uomo d’impresa e visionario, ma anche un orgoglio per noi, con cui coniughiamo valore economico e sociale».

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