Umbria che spacca conclude la sua decima edizione, la di là delle polemiche, con un bilancio positivo. Altissimo il numero delle presenze, nonostante il maltempo, main stage e chill area sempre a capienza massima, Unipg stage che fa ballare la notte perugina e le riuscite collaborazioni con la Galleria nazionale dell’Umbria. «Avevamo promesso – dicono dallo staff Roghers – una decima edizione degna di questo nome. Per noi è stata una grande soddisfazione aver potuto garantire quattro giorni di festival a migliaia di persone che si sono mosse in lungo e largo per il centro storico di Perugia. Dietro tutto questo c’è un lavoro enorme. Un decimo anno di festival che non si poteva immaginare diversamente. Non ci sono numeri che tengano, c’è solo la volontà di dire che si può costruire qualcosa di grande e importante partendo dal basso, mettendoci passione e tanto volontariato per il bene della città. Lo slancio è proprio questo. La voglia di unirsi e trovare un’idea da portare avanti professionalmente per un progetto che permette alle persone di avvicinarsi alla musica e all’arte. Perché si può fare cultura ad alti livelli anche in città più piccole e di provincia». Servizio di Elle Biscarini

