Filoni di pane

Un imprenditore del Tuderte è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nell’ambito di un’indagine sullo sfruttamento lavorativo e sul lavoro sommerso. Il provvedimento, eseguito il 10 settembre dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Perugia, è stato emesso dal Tribunale di Spoleto nei confronti dell’amministratore unico di una società che si occupa della produzione di prodotti da panificazione e da forno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore ha impiegato quattro lavoratori, tre dei quali cittadini extracomunitari richiedenti asilo, approfittando della loro condizione di bisogno e sottoponendoli a condizioni di lavoro ritenute di grave sfruttamento. Per mantenere i dipendenti in una situazione di soggezione sono stati utilizzati anche metodi intimidatori.

I controlli Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato irregolarità nei pagamenti: i lavoratori non hanno ricevuto regolarmente lo stipendio ogni mese e, in alcuni casi, sarebbero stati corrisposti soltanto piccoli acconti in contanti. Le somme percepite erano inferiori a quelle previste dai contratti collettivi nazionali applicabili al settore. Sul fronte della sicurezza, i quattro lavoratori sono stati impiegati in mansioni che richiedevano l’utilizzo di attrezzature specifiche senza aver ricevuto la formazione necessaria. Secondo i carabinieri, sono inoltre mancati la sorveglianza sanitaria obbligatoria e i dispositivi e le dotazioni previste per il primo soccorso e la prevenzione degli incendi.

Le multe Nel corso dell’operazione è stato disposto anche il sequestro preventivo della società, dei beni aziendali e delle quote dell’imprenditore. L’attività è stata affidata a un amministratore giudiziario, con l’obiettivo di consentire la prosecuzione dell’attività economica. Durante l’intervento è stata infine individuata una lavoratrice impiegata in nero. La presenza della dipendente ha comportato la sospensione dell’attività e l’adozione di prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro; per le violazioni contestate sono previste ammende per circa 6 mila euro e sanzioni amministrative per ulteriori 5 mila euro.